STORIE E PERSONAGGI. 4 – Lo sviluppo del personaggio

Buona sera! Questo sarà l’ultimo articolo/reportage sul workshop “storie e personaggi” che ho seguito con i due animatori pixar Luhn e LaPointe.
Prima di iniziare l’articolo, ricapitolo velocemente quanto detto finora. Potete trovare i 3 articoli precedenti a questo nei link seguenti:
1) PERCHÈ RACCONTIAMO STORIE
2) DALL’IDEA ALLA STORIA
3) I 5 PUNTI CHIAVE DELLA SCENEGGIATURA

Bene 🙂 chiusa questa piccola premessa, andiamo subito a parlare dell’argomento del giorno: lo sviluppo dei personaggi.

Per strutturare in maniera corretta la nostra storia, dobbiamo conoscere i personaggi che ne faranno parte. Per conoscerli meglio, i punti che andremo a prendere in considerazione sono:

Le paure del personaggio: cosa lo preoccupa? qual è la sua paura principale? Se volessimo prendere ad esempio Woody il protagonista di Toy Story, la sua paura più grande è quella di essere abbandonato.

Le caratteristiche positive: quali sono le abilità naturali del personaggio? Woody è un grande leader, intelligente e affettuoso. Queste sono alcune delle sue caratteristiche positive.

I difetti: quali sono le caratteristiche caratteriali che gli altri personaggi non sopportano di lui/lei? Prendiamo sempre ad esempio Woody: è dispotico, arrogante e molto ansioso. Queste caratteristiche “negative” lo rendono più umano, andando a controbilanciare i pregi che lo caratterizzano.

Il lato oscuro: qual è la cosa peggiore che il personaggio potrebbe arrivare a fare pur di non affrontare le proprie paure? Woody è molto geloso dell’affetto di Andy. Pur di non perderlo sarebbe disposto a mentire o addirittura a rubare!

Stima e ammirazione: Quali sono quegli aspetti che il personaggio ammira negli altri? Nel caso di Woody, probabilmente, la cosa che più ammira in Buzz (ad esempio) è la serenità con cui affronta le cose, che si contrappone al suo perenne stato di ansia.

A questo punto della lezione, con i 2 animatori abbiamo fatto un esercizio molto carino che vi invito a rifare a vostra volta. 🙂 Tornate un attimo indietro con la memoria; vi ricordate quando andavate a scuola? Sicuramente nel vostro percorso scolastico avrete avuto a che fare con un bullo, il classico bambino che se la prendeva con gli altri. Bene, soffermatevi a ricordarlo. Ora, sulla base di questo personaggio, provate a compilare le domande precedenti: qual era la sua maggiore paura? Qual erano i suoi pregi o i suoi difetti? Qual era il suo lato oscuro e cosa ammirava negli altri?

Con questo esercizio vi ritroverete ad analizzare il personaggio da diversi punti di vista e magari a soffermarvi su aspetti che finora non avevate mai preso in considerazione. 🙂 provare per credere! Se poi vi va, e decidete di fare l’esercizio, lasciate un commento di risposta a questo post!

Tornando a noi, quando inseriamo un personaggio all’interno della storia è molto importante stabilire a priori chi è il personaggio all’inizio della storia e in che modo si evolverà, cambiando, alla fine. È importante che il personaggio abbia un’evoluzione perché questo è proprio quello che accade nelle nostre vite. In ogni fase della nostra esistenza viviamo dei passaggi che ci portano a dei cambiamenti e ad un’evoluzione.

Quindi, quando scriviamo una storia, stabiliamo chi è il personaggio all’inizio, cosa impara nel corso della storia e cosa diventa alla fine. Questo mutamento si chiama ARCO DI EVOLUZIONE.

L’evoluzione quindi è portata dalle scelte, che sono scatenate dai conflitti: interiori o esteriori. I conflitti interiori sono quelli che nascono da noi e ci obbligano a cambiare il nostro io, o meglio ad affrontare quella parte di noi che ci ostacola. Il conflitto esteriore, invece, è determinato da eventi esterni alla nostra persona.

Vi posto qui di seguito, 7 dei consigli che ci ha fornito Matthew Luhn durante il workshop per creare un grande personaggio:

1) dai al tuo personaggio una grande presentazione

2) “save the cat!” Questa definizione si usa per giustificare un’azione del protagonista apparentemente illecita, ma che in realtà ha un risvolto significativo. Ad esempio Aladin ruba la mela, ma la prende per darla al bambino affamato

3) trova la passione dell’eroe

4) individua i difetti del personaggio. Piccolo consiglio: siamo empatici verso coloro che non ce la fanno ma che, nonostante tutto, continuano a provarci! Amiamo le persone che non mollano mai. Ricordiamoci che gli eroi possono fallire, ed è proprio questo a renderli umani.

5) causa ed effetto: in cosa è bravo il protagonista? Tienilo bene a mente perché le sue abilità potrebbero aiutarlo nei punti critici del film

6) empatia: il personaggio deve creare un legame diretto, personale col pubblico. Bisogna dare al pubblico un modo per trovare un legame col personaggio.

7) Redenzione dell’eroe: il personaggio alla fine DEVE FARCELA. E qui ci ricolleghiamo al discorso della vita e della speranza che abbiamo preso in esame anche nel primo post della serie “storie e personaggi”.

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