Nel percorso di crescita di un illustratore spesso ci concentriamo su stile, tecnica e ricerca visiva.
Ma c’è un’altra competenza fondamentale che entra in gioco quando l’illustrazione incontra la comunicazione: la capacità di trasformare informazioni complesse in immagini chiare e significative.
È qui che entrano in gioco le infografiche.
Un’infografica è un lavoro di sintesi, struttura narrativa e progettazione visiva.
Significa partire da una domanda, raccogliere informazioni, organizzare i dati e solo dopo tradurli in immagini.
In questo articolo Martina Pepiciello ci accompagna proprio dentro questo processo: non tanto dal punto di vista creativo, ma dal punto di vista progettuale.
Un approccio che mostra come l’illustrazione possa diventare uno strumento potente per raccontare idee, fenomeni e cambiamenti attraverso il linguaggio visivo.
Perché disegnare significa anche rendere visibile ciò che prima era difficile da capire.
Passo la parola a Martina, buona lettura! 🙂
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Una delle cose che mi piace di più fare con le illustrazioni è utilizzarle per comunicare concetti complessi, perché l’elemento visivo viene interiorizzato da chi guarda molto più facilmente rispetto alla lettura di un testo.
E il formato dell’infografica è un’ottima espressione di questa idea: grafici, illustrazioni e testo (poco!) devono essere integrati e bilanciati in modo da comunicare delle informazioni al lettore in modo che gli rimangano impresse il più facilmente possibile. Oggi vi spiego il processo che seguo per crearne una.
1. Creare un’infografica – Scelta del tema
Per prima cosa, scelgo il tema che voglio raccontare.
In questo caso ho scelto un tema su cui sto riflettendo parecchio ultimamente: il fatto che tendiamo a vedere il futuro con pessimismo, nonostante il progresso scientifico e tecnologico abbia migliorato il nostro stile di vita in maniera radicale.
2. Struttura narrativa
Fatto ciò, organizzo il pensiero da raccontare in una sequenza logica che accompagni il lettore alla scoperta di esso. Cerco sempre di raccontare una storia che incentivi ad andare avanti e coinvolga emotivamente il lettore.
Per questa infografica, decido di iniziare presentando delle statistiche sulla poca fiducia che abbiamo nel futuro e il meccanismo psicologico dietro a questa percezione. Farò poi degli esempi di come la nostra qualità della vita sia migliorata solo nel secolo scorso ed elencherò alcune delle scoperte o invenzioni che hanno reso possibile questo progresso. Terminerò con degli esempi di tecnologie che stanno venendo sviluppate in questo momento e che potrebbero rendere il futuro di gran lunga migliore, e una breve call to action.

3. Ricerca dei dati e rifinitura della struttura per creare un’infografica
Passo poi a cercare dati che supportino le diverse fasi nella storia che sto cercando di raccontare.
Alcuni esempi di dati che ho trovato in questo caso:
- Statistiche sulla percezione del passato e del futuro da parte delle persone
- Statistiche sull prevalenza di news negative
- Trend su speranza di vita e povertà estrema dal 900 ad oggi
- Stato di sviluppo di alcune tecnologie innovative
Il fatto di trovare o meno dati abbastanza solidi per le diverse fasi mi porta spesso a ridefinire la struttura che avevo in mente. Quando lo scopo è presentare una visione più trasparente possibile della realtà, il design deve adattarsi ai dati, non viceversa.
Per questa infografica, per esempio, ho scelto quali metriche sulla qualità della vita riportare basandomi sulla disponibilità di dati storici e di statistiche interessanti su scoperte o invenzioni che hanno influenzato quelle specifiche metriche.

4. Bozza del layout
In questa fase decido come riportare i dati (se con grafici, testo o un mix dei due) e come integrare le illustrazioni all’interno dell’infografica.
In generale, cerco di far passare il messaggio nel modo più efficace possibile. Per i grafici, per esempio, scelgo la forma che risulta più intuitiva possibile, e per il testo cerco formulazioni sintetiche e dirette.
Per le illustrazioni, idealmente mi piacerebbe creare un layout che integri molto le illustrazioni con i grafici e il testo in modo coesivo. Per esempio, in questo caso avevo pensato di presentare tutte le statistiche che non hanno un loro grafico all’interno di un qualche elemento delle illustrazioni. Quest’idea tende a funzionare meglio con infografiche più semplici e con meno dati. Con un’infografica con molti dati come questa, mi sono resa conto che questo approccio avrebbe compromesso la chiarezza e la facilità di comprensione dei dati. Per questo motivo, ho deciso di tenere illustrazioni, grafici e testi abbastanza distinti.
Lo scopo di ogni illustrazione è comunque quello di rafforzare il concetto a cui si riferisce. Per esempio, in alto pianifico una figura che guarda indietro da abbinare a una statistica sulla percentuale di persone che avrebbe preferito nascere nel 1975 piuttosto che nel 2025, e una figura che guarda avanti in modo incerto da abbinare alla statistica sulla percentuale di persone che pensano che il 2026 sarà migliore del 2025.

5. Creare un’infografica – Layout finale e rifiniture
A questo punto il grosso del lavoro è fatto, resta solo da creare il layout definitivo in vettoriale che include testi, grafici e illustrazioni.
Se i siti da cui scarico i dati hanno la possibilità di scaricare grafici in SVG, la sfrutto: posso così essere sicura di avere grafici 100% accurati ma anche modificare lo stile a mio piacimento.

Per le illustrazioni uso un mix di illustrazioni create da me e di icone stock modificate per velocizzare il processo negli elementi più semplici.
Il testo da inserire ce l’ho più o meno in mente, ma in questa fase ne approfitto per assicurarmi che sia chiaro e conciso, oltre che ben incastrato nel layout.
Per finire, mi assicuro sempre di avere una palette semplice, che non distragga dai concetti e dai dati, ma che comunichi anche il mood che voglio trasmettere: in questo caso calma, curiosità e ispirazione.
Dopo un po’ di aggiustamenti e rifiniture, arrivo al risultato finale:
