Il disegno in età scolare

Nello scorso articolo abbiamo approfondito insieme lo sviluppo del disegno nella prima infanzia.
Oggi proseguiamo il discorso analizzando come si evolve il disegno dall’età scolare in poi.

Con l’inizio della scuola elementare i bambini passano gradualmente dallo stadio pre-operatorio allo stadio operatorio concreto. In questa fase vengono acquisite molte nuove capacità e competenze, tra le quali una consapevolezza maggiore della realtà ed un pensiero più razionale.

Il paesaggio

disegno in età scolare - il paesaggio
disegno in età scolare – il paesaggio

Verso i 6 anni i bambini tendono a far diventare il paesaggio uno dei disegni più ricorrenti.
Diminuisce la focalizzazione sul colore – inteso come impatto visivo d’insieme – quindi la scelta sarà indirizzata maggiormente verso colori attinenti alla realtà.
L’attenzione viene posta prevalentemente sulla forma e le proporzioni tra i vari soggetti raffigurati migliora nettamente.
Solitamente compare la linea di cielo e la linea di terra. Nei disegni vediamo di frequente uno spazio bianco tra il terreno ed il cielo; ciò accade perché quest’ultimo viene percepito ancora con una visione ancestrale, come una sorta di mantello azzurro posizionato in aria al di sopra di tutto.

Disegno e realtà

disegno in età scolare - la realtà
disegno in età scolare – la realtà

Tra i 7 e i 9 anni possiamo in genere osservare la realizzazione di paesaggi molto più complessi, pieni di dettagli ed estremamente attinenti alla realtà sia per forme che per colori.
Da questa età in poi tanti bambini preferiscono usare le matite colorate in quanto il tono può essere intensificato o alleggerito con la pressione applicata.
In questo caso interviene anche maggiore soddisfazione dovuta all’arbitrarietà del risultato.

I bambini hanno ormai sviluppato una motricità fine abbastanza elevata perciò anche in questa fase è bene proporre strumenti diversi per il disegno.
Ad esempio possiamo proporre pittura, pastelli ad olio, gessetti ed altre tipologie di colori per favorire un incremento nella modulazione del tratto, molto utile anche per la scrittura.

Alcuni bambini potrebbero aver consolidato un’impugnatura poco favorevole alla scrittura ed al disegno. In queste eventualità è possibile provare ad intervenire apponendo su penne e matite dei gommini ergonomici che inducono una posizione delle dita più indicata per scrivere e disegnare agevolmente e con una precisione maggiore.

Il movimento

disegno in età scolare - il movimento
disegno in età scolare – il movimento

D’abitudine il movimento compare nel disegno dei bambini a partire dai 9 anni.
Si iniziano a vedere figure di persone non più statiche ma nell’atto di compiere un’azione.
Una scena molto comune è il soggetto che corre o salta, altrimenti sono frequenti anche rappresentazioni di alcuni sport o di gesti quotidiani.

Il disegno di un’azione viene spesso caratterizzata dagli arti in posizione piegata anziché tesa come in precedenza. Il movimento può essere altresì identificato con segni attorno al soggetto che stanno ad indicare la direzione, la velocità, il percorso.
Questo modo di raffigurare l’azione è concettualmente il medesimo che si utilizza nel fumetto, una sintesi astratta del movimento stesso.

In questo periodo compare anche un primo cenno di prospettiva, seppur poco realistico, ma riusciamo a distinguere chiaramente oggetti lontani e oggetti vicini oppure vediamo edifici con laterali approssimativamente prospettici.

Per sperimentare qualcosa di nuovo e incoraggiare differenti modi di interpretare la realtà tramite il disegno, può essere utile avvalersi di alcuni giochi da tavolo in cui lo scopo è disegnare oggetti e azioni estratti casualmente tramite delle carte e farli indovinare ad uno o più compagni di squadra.

I punti di vista

disegno in età scolare - i punti di vista
disegno in età scolare: i punti di vista

Dagli 11 anni, con il passaggio alle scuole medie, i ragazzi cominciano a confrontarsi con il disegno tecnico quindi con una estrema difficoltà sia per la motricità fine che la coordinazione oculo-manuale.

Apprendendo abilità e nozioni più avanzate, anche nel disegno libero i ragazzi metteranno in pratica una prospettiva decisamente più realistica e punti di vista non necessariamente frontali.

Il punto di vista solitamente è affrontato proprio durante le ore scolastiche in cui si sperimenta il disegno dal vero. I bambini testano praticamente che lo spostarsi, seppur di poco, concede una visuale differente dell’oggetto da riprodurre.

La maggior parte inizia soltanto adesso a realizzare un disegno tramite il solo utilizzo delle matite, ciò comporta l’assenza di colore fino ad ora elemento estremamente importante.
Il bianco e nero pertanto comincia ad essere usato volontariamente anche per il disegno figurativo.

Disegno nell’adolescenza

Disegno nell'adolescenza: personaggi e scritte
Disegno nell’adolescenza: personaggi e scritte

Nell’adolescenza numerosi ragazzi tendono a focalizzarsi su alcuni tipi di disegno che interiorizzano e di cui talvolta si impadroniscono in maniera viscerale come vera e propria espressione del loro modo di percepirsi e presentarsi al mondo.

Tra i soggetti più rappresentati di consueto, troviamo le cosiddette scritte, ovvero nomi di persona o parole di rilevante significato adornate massicciamente con dettagli di vario genere.

Altro elemento ricorrente e di grande importanza è l’occhio.

Disegno nell'adolescenza: l'occhio
Disegno nell’adolescenza: l’occhio

Le ragazze sono quelle che maggiormente si soffermano sul disegno degli occhi sia da soli, ovvero senza volto, sia come dettaglio nei ritratti ponendo molta enfasi sulle ciglia. Il disegnare l’occhio può avere molti significati ma di norma prevale l’aspetto interiore e di conoscenza profonda del mondo circostante.
L’occhio non è l’unica parte del corpo sul quale si soffermano gli adolescenti. Sicuramente tra le varie emergono la bocca, i capelli ed in generale il profilo umano con una ricerca che tende all’estremo realismo.

Al contempo, quasi in antitesi, vediamo ragazzi cimentarsi nel disegno stilizzato, fumettistico o caricaturale. In questo caso non di rado in abbinamento c’è un messaggio ironico, sarcastico o una interpretazione volutamente buffa di vicende inerenti alla vita reale.

Tra i temi che più appassionano i ragazzi in questa età, ci sono anche i disegni geometrici, quasi sempre astratti, sia colorati che in bianco e nero. Questo tipo di disegno è quasi un flusso di coscienza, a molti capita di ritrovarsi a farli senza nemmeno pensarci.

Alcuni riproducono dei veri e propri mandala.
I mandala facilitano l’equilibrio, la concentrazione, l’introspezione, la tranquillità e la creatività.
Non a caso, seppure inconsapevolmente, svariati ragazzi si cimentano in questa tipologia di disegno essendo in una fase della vita in cui le dinamiche interiori e l’individuazione sono di primaria importanza.

Articolo a cura di Jasmine Mattiocco