Il disegno nella prima infanzia

Il disegno del bambino – È bastato un decennio per stravolgere tante attività quotidiane con l’utilizzo di smartphone e tablet. L’immediatezza e la comodità di questi strumenti fanno sì che spesso vengano somministrati molto anche nella prima infanzia.

Nei primi anni di vita, però, è importante che i bambini si cimentino il più possibile in attività manuali per favorire al meglio lo sviluppo neuropsicomotorio. Il disegno assume dunque un valore nodale ed è consigliabile proporlo ai più piccoli per stimolare il loro interesse verso questa interessante scoperta.

Il primo disegno del bambino

L’approccio grafico infantile solitamente inizia già al compimento del primo anno di vita.
Il bambino impugna il pennarello e con vigore lo punta sul foglio bianco; così nasce il primo disegno più propriamente definito scarabocchio.

Così facendo il bambino scopre che il proprio atto lascia una traccia e tenderà a ripetere il gesto più e più volte. Orientativamente a dodici mesi, di fatto, gli scarabocchi sono per lo più costituiti da punti e piccole linee o pressioni sul foglio fino ad ottenere dei fori.
Inizialmente è molto gratificante l’utilizzo del pennarello sia per la facile impugnatura, sia perché il tratto è subito ben visibile e marcato – si prediligono pennarelli grandi studiati appositamente per la prima infanzia.

Il primo approccio grafico
Il primo approccio grafico

Il disegno del bambino a 20 mesi

Dopo aver sperimentato per qualche mese un’insieme di tratti accidentali, all’incirca a venti mesi, il bambino comincia a gestire la pressione e direzionare il movimento, producendo uno scarabocchio controllato. Quest’ultimo è prevalentemente un insieme di linee miste, linee spezzate e linee intrecciate aperte.

In questa fase si inizia ad affinare la coordinazione oculo-manuale, perciò i gesti non risultano totalmente casuali ma principalmente intenzionali. Capita spesso di osservare linee ripetute progressivamente sul foglio in modo pressoché parallelo.

I segni sul foglio a 20 mesi
I segni sul foglio a 20 mesi

Il disegno del bambino dopo i 2 anni

Intorno ai due anni e mezzo, invece, le linee sono ormai diventate circolari e si intersecano sempre più tra di loro generando dei segni più complessi. In questo momento di norma il bambino tende ad assegnare un concetto a ciò che disegna; si passa così allo scarabocchio con significato.

In genere a questa età i soggetti rappresentati sono il bambino stesso o i componenti della famiglia. Il colore è usato liberamente e vengono prediletti toni molto forti.

Il disegno del bambino dopo i 2 anni
Il disegno del bambino dopo i 2 anni

Successivamente si passa ad una figura rilevante: il cerchio. Disegnare muovendo spalla, braccio e mano circolarmente permette al bambino di scaricare la tensione neuromuscolare oltre a incrementare la coordinazione.

L’omino testone

Pressappoco a tre anni e mezzo compare il cosiddetto omino testone. Incomincia la consapevolezza parziale del corpo e la figura umana viene rappresentata con un cerchio dal quale escono gambe e braccia. Analogamente, un’altra delle prime forme riconoscibili che viene disegnata può essere il Sole.

Il disegno del sole
Il disegno del sole

Il colore viene ancora utilizzato in modo anarchico, il pensiero è prevalentemente egocentrico e, di solito, le figure raffigurate più grandi sono quelle di maggior rilievo per il bambino.

Suggerire tecniche differenti – come matite, pastelli, pittura a dita, ecc. – e nuovi supporti sui quali disegnare è estremamente importante soprattutto dopo i tre anni. I bambini imparano a modulare la pressione e a scoprire differenti sensazioni a livello tattile. Anche utilizzare grandi fogli appesi al muro, ad esempio, è stimolante per loro in virtù di nuove posture e nuovi punti di vista rispetto a ciò che stanno realizzando.

L'omino testone
L’omino testone

Il disegno del bambino a 5 anni

Soltanto intorno ai cinque anni la figura umana si accinge ad essere più realistica e ricca di dettagli, le bambine tendono ad aggiungere molte decorazioni ai loro disegni, il colore è più coerente con la realtà e le forme vengono riempite in maniera abbastanza uniforme restando più o meno all’interno dei bordi.

Durante il disegno può essere molto motivante per il bambino l’interesse del genitore o di una persona adulta nei confronti di ciò che sta producendo. Per incentivare questa attività si può anche solo semplicemente porre delle domande su ciò che è stato raffigurato cercando di non forzare le interpretazioni o di aggiungere giudizi. Ne parliamo anche qui.

Il disegno del bambino
Il disegno del bambino

Disegnare è anche un modo inconsapevole per i piccoli di esprimere emozioni o sensazioni in maniera naturale. Il disegno ricevuto in dono è un regalo prezioso che il bambino ci fa perché in esso pone con sincerità una parte profonda di sé.

Nel prossimo articolo concluderemo questo approfondimento prendendo in analisi lo sviluppo del disegno in età scolare.

Articolo a cura di Jasmine Mattiocco