Venerdì 19 dicembre abbiamo ospitato nel nostro gruppo Facebook l’illustratrice Elenapugger che ci ha parlato del suo lavoro, fornendo spunti utili su come trovare il proprio spazio nel panorama professionale.
Abbiamo già intervistato Elena in passato (puoi leggere la sua intervista creativa qui).
Questa volta, però, abbiamo deciso di immergerci nel vivo della professione e conoscere meglio le dinamiche che caratterizzano il lavoro di illustratore.
Elena di recente ha collaborato con Chiara Ferragni per la creazione di un regalo molto speciale per Fedez, ma ha anche realizzato una linea di abiti illustrati per SHEIN.
Insomma, un vulcano di idee!
Di seguito potrai leggere la trascrizione di alcuni dei punti più salienti dell’intervista di Elena e conoscere meglio il suo mondo illustrato!
Sei pront*? Buona lettura!
Ciao Elena, come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?
Raccontaci la tua storia.
Parto dagli inizi.
Ricordo ancora che, quando ero alle elementari, la mia maestra contattò mia madre e le disse “Guardi, signora, sua figlia potrà fare tutto nella vita tranne che disegnare!”.
Questa frase mi rimase così impressa che mi intestardii e mi impegnai talmente tanto nell’esercizio del disegno che col tempo sono riuscita a farne la mia professione.
E questo fa capire un po’ la mia testardaggine…
Purtroppo, però, non ho mai avuto la possibilità di seguire un percorso di studi a carattere artistico quindi tutto quello che so l’ho imparato da autodidatta.
L’unica scuola che ho frequentato è stata BigRock per quanto riguarda la computer-grafica e il 3D.
Comunque la passione per il disegno mi ha sempre accompagnata.
E siccome il mio stile si prestava ad un ambiente professionale specifico, come quello dell’editoria infantile, ho pensato di provare a cimentarmi in questo settore!

Qual è stato il passaggio che ti ha portata dall’hobby del disegno alla professione di illustratrice?
È stato un percorso molto lungo.
Non saprei dirti se c’è stato un momento specifico in cui è avvenuto questo cambiamento…
Inizialmente svolgevo un lavoro completamente diverso: mi occupavo di Social Media Marketing presso un’agenzia pubblicitaria.
Una mattina mi sono svegliata e ho detto a me stessa “Io questo lavoro non voglio più farlo!”.
Così ho mollato tutto e sono andata a Big Rock. Volevo studiare la computer grafica e lasciarmi ispirare da altri professionisti del settore.
Il mio primo lavoro da illustratrice è stato quello dei libri per l’infanzia e ho iniziato a disegnare personaggi, bambini, animali e immaginare come sarebbe stato un libro per bambini illustrato da me.
Senza saperlo, quindi, stavo iniziando a costruirmi un portfolio.
Poi, un giorno, un mio amico mi fa “Sai che esiste il Bologna Children Book Fair che è questa mostra internazionale che riguarda il mondo dell’illustrazione?”
Non la conoscevo.
Mi sono incuriosita e ho deciso di andarci armata di questo mio mini portfolio e un bigliettino da visita.
Lì ho conosciuto la Lemonade illustration agency che è l’agenzia che tutt’oggi mi rappresenta come illustratrice.
Da lì è iniziato tutto…

Come è nata la collaborazione con Chiara Ferragni?
Ho sempre stimato Chiara Ferragni come imprenditrice e così, per gioco, ho iniziato ad illustrare sia lei che la sua famiglia.
Sai poi come funzionano queste cose sui social: tagghi il personaggio, i disegni vengono ricondivisi, si crea interazione… E così, insomma, questi disegni sono arrivati a lei!
Da lì abbiamo iniziato a chiacchierare su Instagram. Ti parlo di circa 2 anni fa.
Poi c’è stato il videogioco che ho realizzato con mio marito Christian per Fedez per il brano Bella Storia e in quell’occasione diverse riviste online hanno iniziato a parlare di noi (come Wired o Evereyeye).
Per quanto riguarda l’ultimo lavoro per Chiara, la collana illustrata che ha donato a Fedez per il compleanno, mi ha contattata lei dicendomi che avrebbe voluto fare una sorpresa al marito… E così è stato. Ho realizzato i disegni e, poi, il gioielliere newyorkese Greg Yuna ha dato vita alla collana.
Sono molto orgogliosa di aver fatto parte di un regalo così speciale!

… E quella con SHEIN?
Come si arriva a collaborare con un’azienda del genere?
Personalmente ho sempre avuto il pallino per la moda, per i vestiti e sognavo una mia collezione illustrata. Probabilmente ho confidato così tanto nel destino che alla fine le mie richieste sono state esaudite. La stessa Shein mi ha contattata per chiedermi se fossi interessata ad una collaborazione per il programma SHEIN X.
Mi hanno rintracciata tramite Instagram e io, ovviamente, ho accettato subito!

Quale pensi possa essere il principale punto di distinzione per un illustratore sui social?
L’illustrazione è un linguaggio e la bravura di un illustratore è quella di saper coinvolgere il proprio spettatore attraverso l’utilizzo di questo linguaggio. Dalle persone che mi seguono ho ricevuto spesso feedback positivi rispetto al mio lavoro: mi dicono che traspare una grande tenerezza e che le illustraziono trasmettono allegria, soprattutto nei bambini.
Questa è la mia impronta.
Ma un tratto distintivo di un illustratore può ritrovarsi anche nella scelta di una tecnica specifica, in un’estrema ricercatezza stilistica o nell’emozione che trasmette…
Ognuno segue il suo percorso.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe approcciare alla professione di illustratore ma non sa da dove iniziare?
Il primo consiglio che mi sento di dare, per quanto possa sembrare banale, è quello di disegnare tanto.
E disegnare in funzione del lavoro che si vorrebbe svolgere come illustratore.
Faccio un esempio: voglio lavorare nel mondo dell’editoria infantile? Creo un finto libro per bambini.
Oppure, voglio lavorare per la Rainbow? Allora mi metterò a disegnare le Winx…
Ecco, quindi disegnare immaginandosi già nel percorso professionale che si vorrebbe intraprendere.
Continuare poi a costruire e migliorare il proprio portfolio è fondamentale.
E sicuramente anche frequentare fiere di settore per conoscere case editrici, agenzie e altri professionisti…
Penso che il caro vecchio approccio LIVE sia ancora quello che funziona meglio!
La parte più dura all’inizio del percorso è introdursi alla professione, farsi conoscere. Nel gergo del gamer è un po’ come “superare il boss del primo livello in modalità extra-difficile”.
In ogni caso, se le cose non dovessero andare secondo le nostre aspettative, possiamo sempre riprovarci finché non riusciamo.
Alla base ci vuole una profonda convinzione: per riuscire è fondamentale credere nel proprio obiettivo e non smettere mai di provare a raggiungerlo!
