Colori e atmosfere: la luce naturale

La luce è un capitolo fondamentale per il disegnatore.
Atmosfera, suggestione, narrazione, sono espressi grazie alla qualità della luce.

Un disegno può descrivere un momento in tutte le sue sfaccettature e consentire di rispondere a queste domande: che ore sono? Siamo all’aperto o in un ambiente chiuso? Che tempo fa?
Con la luce possiamo raccontare ed evocare emozioni e sentimenti legati alle stagioni, al clima o ai fenomeni atmosferici. 

Per comprendere un tema così complesso è essenziale osservare ciò che ci circonda focalizzandoci sulle sorgenti luminose, sulle ombre e i toni di colore.
Un ottimo testo che offre spiegazioni semplici e chiare sull’argomento è La luce nell’arte di Richard Yot (ed. Logos). 

Per questo progetto lavoreremo con le matite colorate, quindi assicurati di avere tutto ciò che occorre.

Pronti? Iniziamo!

Luce naturale – le nozioni di base

Partiamo dalle nozioni di base: la principale fonte di luce è il sole.
Il sole ha una luce bianca e un’unica direzione, per cui genera ombre nette e marcate.
Anche il cielo illumina con la sua luce blu, ma siccome è molto più grande e avvolgente, genera ombre morbide e anch’esse di colore blu.
Al mattino si nota poco, perché la luce del sole è più forte e il cielo è più chiaro. Inoltre il nostro sistema visivo tende a farci percepire la luce come  neutra. Man mano che scende la sera ci accorgiamo che le ombre diventano più blu.

Lo schema seguente esemplifica i vari tipi di illuminazione naturale.

Giorno, pomeriggio e tramonto
Giorno, pomeriggio e tramonto
Luce al crepuscolo, serale e notturna
Luce al crepuscolo, serale e notturna

Luce naturale – luce cd. antimeridiana

La luce cd. antimeridiana è la luce “migliore”, la più ricercata dai fotografi, perchè illumina i soggetti da tutti i lati con luce diffusa e mostra tutti i colori ben saturi. Si vede a metà mattina o metà pomeriggio.

Gli oggetti all’aperto sono illuminati sia dal sole che secondariamente dal cielo.
Gli oggetti di colore chiaro, come ad esempio una strada bianca, riflettono a loro volta la luce, costituendo così una terza sorgente. 
L’area più scura, detta terminatore, è la zona che riceve meno luce e si trova al confine tra la parte esposta al sole e quella esposta ai riflessi luminosi delle superfici chiare. 

Spesso la mente fatica a registrare esattamente questi elementi perchè la nostra visione “corregge” la realtà, per esempio facendoci vedere chiaramente anche al buio, eliminando certe variazioni cromatiche dovute ai riflessi o alle luci artificiali.
La macchina fotografica digitale ci viene in aiuto rivelando spesso realtà che ci sfuggono ad occhio nudo.

Ad esempio questo colonnato, che dal vero mi era sembrato tutto bianco e con le ombre nere o grigie, risulta invece, nella foto scattata verso le 10,30 del mattino, con evidenti ombre blu.
Per ottenere i colori reali programmo il bilanciamento del bianco su “luce neutra”, quindi senza correzioni da parte della macchina.

Al fine di esprimere al meglio la luce, le matite colorate sono un valido aiuto, sia per la varietà di gamma che offrono sia per la possibilità di sfumare e di lavorare a strati uniformi. 
Per ottenere la texture della pietra, graffio leggermente la carta con uno strumento appuntito: così, quando passo il colore, le zone graffiate si evidenziano come piccole irregolarità della superficie. 
Per colorare le forme geometriche in modo preciso e netto, invece, uso un foglio da sistemare lungo i bordi.    

Luce naturale – Luce meridiana

Quando il sole si trova nel punto più alto del cielo, la sua luce meridiana raggiunge la massima intensità ed è bianchissima, tanto da sbiadire i colori circostanti; inoltre genera ombre corte e molto nette e scure, quasi nere. Vediamo che l’effetto è diverso negli ambienti urbani rispetto alle zone verdi.
Nel primo caso i palazzi sono molto luminosi anche per le luci riflesse.

La luce naturale - luce meridiana
La luce naturale – luce meridiana

Nelle zone verdi, quando alberi e fogliame sono molto fitti, il verde può a sua volta riflettersi tutto intorno generando una luce dello stesso colore.

La luce naturale - luce meridiana
La luce naturale – luce meridiana

Le luci del pomeriggio

Questo sentiero di montagna è stato ritratto tra l’1 e le 2 del pomeriggio; per questo motivo le ombre sono corte e le zone in luce appaiono quasi bianche o dai colori molto chiari.
Ecco lo schizzo iniziale da cui sono partita:

Le luci del pomeriggio
Le luci del pomeriggio

La luce naturale non è mai uguale a se stessa.
Un tardo pomeriggio ritratto d’inverno non è uguale ad un pomeriggio estivo e la presenza o meno di nuvole genera grandi differenze cromatiche. 

Questo paesaggio ad esempio ritrae un pomeriggio di gennaio, verso le 15,30. 

La luce naturale - luce del pomeriggio
La luce naturale – luce del pomeriggio

Quando il sole comincia a calare, più sono dense e fitte le nuvole più la luce è diffusa, intensa e blu.
I contorni sono morbidi, i colori e le texture sono ben evidenti, poiché maggiore è lo strato di aria che la luce deve attraversare e più la luce si rifrange e si diffonde.

Essendo il sole vicino all’orizzonte spesso è possibile vedere dei riflessi rosa o arancio sotto le nuvole che vengono illuminate dal basso e che donano al cielo sfumature violacee. Negli spazi verdi, se la luce è debole il fogliame e il terreno scuro non riflettono nulla e assorbono tutta la luce, per cui appaiono sempre scuri.

D’estate, nel tardo pomeriggio, il cielo sereno crea una luce molto gradevole e calda, tendente al giallo. Insieme alle ombre blu formano una coppia cromatica di complementari sempre molto amata dagli artisti. Le ombre si allungano e possono apparire rosa.
Quando i colori sono la cosa più importante, eseguo prima le campiture di base e solo alla fine aggiungo tutti i particolari a matita.

La luce naturale - luce del tardo pomeriggio
La luce naturale – luce del tardo pomeriggio estivo

Le luci della sera

Osservate e fotografate i tramonti: non ne esiste uno uguale ad un altro.

La luce naturale - luce della sera
La luce naturale – luce della sera

Uno degli errori in cui è facile incorrere è l’inserimento delle luci gialle nel cielo blu.
L’accostamento e la sovrapposizione accidentale di questi due colori può dare tonalità sul verde.
Un modo per non sbagliare è sistemare i colori con questa sequenza: giallo (vicino al sole), arancio, rosso, viola, blu.
In tal modo giallo e blu saranno ben distanziati e non correranno il rischio di fondersi tra loro. 

Altro momento speciale è il crepuscolo. Il cielo a quest’ora è imprevedibile: se il tempo è sereno, il sole riesce a dare un tono rosa, arancio o rosso nelle zone di cielo che illumina dal basso e, questo colore, appare anche sulle superfici riflettenti. Pensa ad esempio ai palazzi di colore chiaro.
La luce è debole, per cui colora solo una piccola zona, mentre il lato opposto e la parte alta del cielo sono di un blu intenso.
Se il cielo è nuvoloso appare tutto blu scuro e la notte cala velocemente. 

La luce del crepuscolo
La luce del crepuscolo

Per questo scorcio che ho visto dalla mia finestra, in una sera invernale dal cielo terso, ho usato solo tre colori: nero, blu, e rosa.
Le silhouettes degli alberi sono fatti invece con la penna a sfera, che permette tratti più morbidi rispetto al marker.

Vi invito ad osservare il cielo con occhio attento.
Cercate di ritrarre situazioni con atmosfere sempre diverse, con l’aiuto anche di una macchina fotografica.
Un po’ alla volta il vostro sguardo si affinerà e diventerà più sensibile alle variazioni di luce, arricchendo le immagini di nuove e colorate emozioni!

Ora tocca a te sperimentare e rappresentare paesaggi con la luce naturale!

I pastelli utilizzati da Cinzia nell’articolo

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articolo di Cinzia Imparatocorsi di disegno a Modena