Intervista alla fashion illustrator Caterina Zacutti

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Bentrovati con il primo articolo del 2020! 😀
Ripartiamo alla grande con una nuova intervista creativa.
Oggi conosceremo meglio l’illustratrice Caterina Zacutti e ci affacceremo insieme sull’elegante universo del fashion design.

Pronti? Cominciamo!

Ciao Caterina, è un piacere poterti ospitare nel nostro blog! Raccontaci un po’ di te: come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione fashion?

Ciao! Il piacere è tutto mio.
Per rispondere alla tua domanda devo dirti innanzitutto che da bambina i miei genitori mi hanno cresciuta a pane e vecchie pellicole anni ’50. Ho trascorso gran parte della mia adolescenza in compagnia delle donne più affascinanti del cinema italiano e straniero.
Mi sono così innamorata di quegli abiti eterei ed eleganti, sempre molto femminili, di Christian Dior, la cui Maison fu fondata proprio nel’46.
Gli abiti avvitati e gli scolli generosi che enfatizzavano la sensualità di Marisa Allasio e Gina Lollobrigida. Le gonne a ruota, gli abiti a tubino, i foulard al collo di Grace Kelly. Senza citare l’originale ed innovativo tailleur fatto di stoffa tessuta a mano di Chanel, con bottoni gioiello e lo scollo rotondo, privo di rèvers. Ancora oggi di tendenza, dal fascino intramontabile.
Come avrei potuto resistere?
A differenza di Ulisse, legato all’albero della sua nave, io mi sono lasciata conquistare dal “canto” delle sorelle Fontana.
Questo mondo fatto di grazia e femminilità che cerco, a modo mio, di valorizzare con i miei disegni.

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Quando ti abbiamo conosciuta, io e Chiara siamo rimaste piacevolmente colpite dal tuo lavoro. Ci chiedevamo: qual è la tua principale fonte di ispirazione? 

Mi è sempre piaciuta molto la figura femminile, in tutte le sue forme e rappresentazioni.
Nella storia, nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nella moda. 
Ma molta della mia ispirazione nasce soprattutto dall’esigenza di vivere la vita con leggerezza.
Mi piace molto disegnare tutte quelle piccole cose della vita che apparentemente sembrano le più frivole, ma che in fondo danno un senso alla nostra esistenza e ci fanno stare bene. Come quella volta che ho ritrovato fra le cianfrusaglie di un vecchio cassetto di nonna un paio di occhiali da sole a occhi di gatto, nero lucido.
Li ho indossati e…Boom! Ero una diva!
Datemi un tubino nero e vado subito a fare colazione da Tiffany.
Esattamente come la protagonista del film, mi metterei davanti ad una vetrina del famoso gioielliere, fingendo di potermi permettere una spilla di diamanti, sognando una vita di brillanti prospettive.

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Usi molti toni pastello, colori chiari, tanto bianco e linee nere. I tuoi lavori comunicano eleganza e leggerezza. A questo proposito volevamo chiederti: cosa rappresenta per te la tua arte e come ti senti quando lavori su una nuova illustrazione? 

Tu mi lusinghi. Sto arrossendo.
Ho una concezione di quello che è Arte decisamente più grande di me. Ma ti ringrazio molto della gentilezza.
Posso solo dire che, quando disegno, cerco di imprimere quella sensazione di leggerezza, la stessa che hai percepito anche tu, di cui credo fermamente abbiamo tutti bisogno. Una fetta di meringa al limone, la coda di un cane felice che scodinzola, un abito di tulle rosa estrapolato dell’ultima collezione di Elie Saab. Per me, sono tutte forme di celebrazione della bellezza.
Tributi alla gioia. 
Vorrei regalare colore, gentilezza e spensieratezza a tutte quelle persone che guardano i miei disegni. Perché è così che mi sento io quando sono ispirata e disegno.

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C’è una domanda di routine che facciamo a tutti i nostri ospiti (quindi ora tocca anche a te, eheh…). Ci descriveresti una tua giornata di lavoro tipo?

Mi alzo abbastanza presto, fra le 7 e le 8.
Dipende da che ora faccio il giorno prima.
Faccio colazione: latte e cereali da una vita! (sono un tipo monotono quando si parla di cibo).
Rifaccio il letto, aiuto il mio compagno a preparare il pranzo prima che esca per andare a lavoro, un bacio e mi immergo nel mio studio.
Metto della buona musica e la mia giornata può inziare.
Come ogni freelance ben sa, libero di scegliere le sue priorità in base a quello che crede più opportuno, non c’è una vera e propria “giornata tipo”.
Ci sono dei giorni in cui sto seduta alla scrivania tutto il giorno.
Dipende dalle commissioni che ho.
Senza contare l’infinita mole di lavoro che richiede la gestione di un’attività come questa.
Disegno e lavoro al pc ininterrottamente.
Alle volte anche fino a tardi.
In quei casi regna sovrana l’ansia, mia ormai fedele compagna di vita.
Ecco perché la prima cosa che faccio al mattino è stilare una lista delle cose da fare durante la giornata.
Mano a mano, se ci riesco, le depenno lungo tutto il corso della giornata.
Mi aiutano ad essere organizzata, precisa e ad avere tutto sotto controllo affinché non siano il caos e l’ansia a prendere il sopravvento.
Altri giorni invece in cui ho un po’ più di tempo per me stessa, mi concedo una passeggiata al parco o al centro (vicino casa) per poter recuperare quel contatto col mondo e con la natura che chiaramente non è mai abbastanza.
Sai com’è, non vorrei diventare una pazza squilibrata a forza di stare sempre chiusa in studio.
Verso sera, nel bene o nel male, non può mancare un bel film.
Meglio se in bianco o nero o comunque di vecchia data.

Dopo di che.. game over!

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Un’altra domanda che ci rivolgono spesso i lettori del blog è “In Italia, si può vivere di disegno?”. Qual è il tuo pensiero in merito?

Be’ oggi il mondo del lavoro è difficile un po’ per tutti, sia in Italia che all’estero, e il lavoro di illustratore non fa eccezione a questa regola.
Quello che posso dire è che è un lavoro per il quale non basta saper disegnare. Ci vuole anche molta passione e determinazione. Occorre saper essere imprenditori di sé stessi, aggiornarsi nelle nuove tecniche di illustrazione e promozione, sapersi adeguare alle esigenze del committente, sapere i propri diritti e come/quando applicarli. Bisogna persino sapere un po’ di programmazione e marketing!
Ma, soprattutto, nei “momenti difficili” – che ci sono in ogni lavoro – occorre non lasciarsi scoraggiare, avere fiducia nelle proprie capacità e insistere.

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Dal tuo sito emerge la passione per il disegno tradizionale, ma anche il desiderio di sperimentare con tecniche digitali. In che modo riesci a far coesistere questi 2 mondi?

Dell’acquerello sicuramente amo la sua spontaneità e l’imprevedibilità. 
Devi essere aperto alla possibilità di sbagliare ed è un processo che quindi non include la frustrazione. È una tecnica che riserva molte sorprese e ti permette di abbracciare un mondo di possibilità.
Negli ultimi due anni, invece, ho scoperto il digitale.
Mi regala il piacere di sperimentare con i colori, senza spendere una fortuna fra gouache e materiali vari.
Senza parlare del profondo senso di appagamento che offre la combinazione CTRL+Z.
Non aggiungo altro. Un mondo racchiuso in due tasti.
L’equilibrio, per me, si trova in mezzo. Mi piace quindi poter combinare le due tecniche perché entrambe mi fanno sentire libera.
Sperimento, gioco con i colori, le forme, le dimensioni senza privare però le mie illustrazioni di quel tocco romantico e oserei dire “umano” che solo l’acquerello (o l’illustrazione tradizionale) sa esprimere.

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Qual è finora il progetto, nell’arco della tua carriera, che ti ha regalato maggiori soddisfazioni? 

Dunque, sono freelance da meno di 3 anni, perciò la mia carriera ha un arco di tempo molto piccolo, al momento. 
I progetti personali direi comunque che sono sicuramente quelli che mi danno più soddisfazioni.
Per ovvi motivi, sono libera di creare quello che voglio senza limiti di nessun tipo.
Fra i clienti con cui ho avuto il piacere di lavorare, invece, non credo ci sia un progetto in particolare che mi abbia regalato maggiori soddisfazioni. 
Tutti, a modo loro, mi hanno resa felice e orgogliosa di quello su cui ho lavorato.
Ma ricordo con piacere uno dei primi lavori che mi ha molto incoraggiata all’inizio di quest’avventura nel mondo dell’illustrazione da freelance.
Il progetto: Kub2go – Touchland. La fondatrice spagnola, Andrea Lisbona, mi contattò via mail, ricca di entusiasmo e fiducia nel mio lavoro.
Abbiamo lavorato durante l’estate di un paio d’anni fa su questo progetto, composto da 3 illustrazioni ad uscita mensile, con lo scopo di catturare l’essenza del suo prodotto e l’elettrizzante atmosfera estiva che ci aveva travolto a partire da giugno. Mi è piaciuto tanto usare i colori dell’estate, sempre allegri e frizzanti. Avrei potuto continuare per mesi. 
E il risultato finale alla fine è stato, sia per me che per il cliente, davvero qualcosa di speciale.


[Momento curiosità] sempre sul tuo sito abbiamo letto che, quando non disegni, ami dilettarti con il canto e la danza. Che esperienza hai in questi due campi? Solo hobby occasionali o passioni coltivate negli anni? 

E chi non ama cantare sotto la doccia? Credo sia un debole che condividiamo in molti.
Forse, per me, è stato inevitabile avvicinarsi ad entrambe le cose anche perché mio padre ha da sempre una grande passione per la musica.
Gli piace scriverla, suonarla, cantarla. Quando avevo 11 anni circa, ad esempio, mi portò a sentire una cover band dei Beatles.
Da bambina ascoltavamo sempre i loro album, perciò sapevo già molte delle loro canzoni a memoria a quell’età.
Abbiamo cantato tutta la durata del concerto. Ed è nata quindi un po’ come una passione condivisa che non mi ha mai abbandonata. Non ditemi poi che non sentite anche voi, come Baloo nel Libro della giungla, l’irrefrenabile impulso di ballare quando ascoltate la musica!
Personalmente, non l’ho mai fatto a livello professionale, ma ho sempre cercato di imparare perché proprio non so resistere. E ho fatto un pò di tutto: Hip-hop, Salsa, Tango, Swing. Quest’anno ero tentata persino di iniziare un corso di danze storico/sociali dell’800! Che dite, comincio?

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Ma torniamo a noi. Che consiglio daresti a chi approccia per la prima volta al mondo dell’illustrazione e vorrebbe avvicinarsi professionalmente al fashion design? 

Il mondo della moda è davvero sfaccettato.
C’è chi è specializzato in live painting, settore dedicato alle le sfilate di moda e agli eventi speciali, chi disegna principalmente figurini di moda, chi lavora in campo pubblicitario, chi nell’editoriale e chi nel tessile. Le opzioni sono tante, i percorsi da intraprendere altrettanti.
Per quanto mi riguarda, lavorando principalmente nel campo pubblicitario ed editoriale, consiglierei di acquisire innanzitutto una buona conoscenza dell’anatomia umana, della teoria del colore e dei tessuti. A chi desidera imboccare questa strada inoltre consiglierei di seguire molte riviste di settore.
Ci sono spesso articoli interessanti che possono essere fonte di ispirazione, molte inserzioni pubblicitarie che possono servire sia come riferimenti stilistici ed artistici, sia da stimolo a creare qualcosa di diverso, da proporre alle aziende o alle compagnie competenti. Le collezioni di moda sono un’altra inestimabile fonte di ispirazione.
C’è molto da imparare da ogni pezzo realizzato a mano, haute couture, o prêt-à-porter.

Grazie Caterina per la tua disponibilità!
Ricordiamo a tutti i lettori che potete seguire la fashion illustrator Caterina Zacutti sui suoi canali web

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