intervista a Saverio Tenuta

La Fabbrica dei Sogni apre una nuova sezione dedicata alle interviste…

Un’apertura col botto dato che il primo a sottoporsi alle nostre domande è il fumettista Saverio Tenuta. Per chi fosse nuovo del settore o semplicemente vivesse su un altro pianeta deserto di una costellazione lontana di una galassia imprecisata di un universo parallelo, spenderemo due parole di presentazione sull’autore e sul suo bagaglio d’esperienza:

Ma chi è Saverio Tenuta?

Saverio Tenuta, nato nel 1969 e diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Roma, è entrato nel mondo del fumetto pubblicando inizialmente qualche breve storia presso degli editori italiani. Dal 1995, collabora sempre più attivamente a delle pubblicazioni con delle case editrici americane : Event, Sirius, la revue Heavy Metal, la DC Comics.

Nel 2005,la Francia diventa la sua casa madre ed inizia una collaborazione con la casa editrice “Les Humanoïdes Associés” con la quale da vita alla “Légende des nuées écarlates” (qui in Italia uscito come “La leggenda delle nubi Scarlatte”) dove sullo sfondo del giappone feudale si snoda un avvincente ed epica saga giunta al momento al suo quarto volume.Inoltre dal 1993 Saverio Tenuta insegna fumetto e arti figurative presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma fino al 2009. Dal 2010 fonda un suo studio: il Daisho Studio, nel quale guida gli allievi con una formazione completa e attenta (nda).

Passiamo quindi alle domande che, speriamo, appaghino le vostre curiosità.
1) Quando è nata la passione per i fumetti?

Già da molto piccolo, prima ancora di imparare a leggere passavo interi pomeriggi ad osservare le figure degli albi a fumetti (normalmente ere topolino). In seguito, grazie a mio nonno, passai a qualcosa di più forte, i supereroi della Marvel e Dc. Quando ero da lui, ogni tanto uscivamo per passare in edicola, poi a casa cercavo di riprodurre le storie dei fumetti acquistati utilizzando pongo e plastilina. Probabilmente i fumetti sono diventati la mia passione perchè in qualche modo ho avuto un inprinting felice su di essi in tenera età.

2) Qual è il tuo genere preferito e qual è quello in cui ti identifichi?

Leggere una storia di fantascienza è sicuramente per me fonte di gioia e gaudio (ride). A parte gli scherzi… è vero, un fucile fotonico, un androide con crisi esistenziali, un raggio blu balenare davanti alle porte di Tannoiser sono elementi di un immaginario per me molto esaltante.
Invece, riguardo ciò in cui mi sento più a mio agio potrei dire il Fantasy. Il mio segno stilistico probabilmente si adatta maggiormente a questo genere in merito al quale ho disegnato molte storie. Rimane comunque il fatto che nel mio cassetto segreto ho molti soggetti di fantascienza che nel prossimo futuro vorrei disegnare.

3) Dall’idea al progetto: qual è il tuo iter creativo? 

HA HA HA HA !!! … Non so che risponderti.
Nel senso… Non credo di aver mai trovato il metodo ideale da seguire. Le mie storie hanno bisogno di tempo per macerare e evolversi. Spesso rompo le scatole ai miei amici raccontandogli le mie idee. Non lo faccio aspettandomi che qualcuno mi risolva il plot o la storia che racconto loro, lo faccio perchè spiegare le cose a qualcun’altro le rende più chiare anche a me. Tramite schizzi e disegni realizzati in maniera molto libera cerco di dare vita ai personaggi e ambienti. Solo quando ritengo di aver buttato giù un bel po di idee prendo le redini razionali della faccenda e ci metto testa e logica. A quel punto inizio a scrivere una scaletta della storia in maniera molto dettagliata.

In questa fase creativa divento piuttosto intrattabile perchè far quadrare tutto non è semplice. In ogni caso una scaletta dettagliata della storia che sia ferrea e coerente nelle sequenze, ricca di idee e soluzioni gustose per il lettore e che crei situazioni  drammatiche ed emozionanti è la base di un lavoro valido. Quando ritengo di aver trovato la scaletta giusta mi sento come se fossi già a 3\4 dell’opera ed il resto è in discesa.

4) Tra mercato francese e mercato americano, quale ti ha consentito una maggiore libertà d’espressione?

Potrei semplicemente risponderti “il mercato francese” ma devo considerare che quando ho lavorato per gli Stati Uniti ero più giovane, inesperto ed arrogante. Diciamo che alla fine entrambi i mercati mi hanno dato la possibilità di esprimere il mio immaginario ma ho ricevuto un maggior riscontro di pubblico in Francia dove attualmente mi sento più a mio agio.

5) Un consiglio per chi vuole approcciarsi al mondo del fumetto

Non saprei proprio che consiglio dare. Quando ero piccolo decisi di voler disegnare fumetti e l’ho fatto. Magari ho sempre puntato in alto e quindi non mi sono mai perso a cercare scorciatoie o mezzucci. Ho sempre spinto in avanti come un caterpillar e a forza di craniate eccomi quì.

6) Quali sono stati i tuoi primi autori di riferimento?

Quelli sbagliati, quelli delle craniate di cui sopra. Richard Corben penso fu il mio riferimento maggiore in gioventù. Corben è un Mito e chi non lo pensa è una defecazione di paguro(ride di nuovo ancora).

7) Dal tuo grande lavoro “La leggenda delle nubi scarlatte” si evince la passione per il Giappone. Cosa ti ha colpito di più della sua cultura?

Una cosa che ho capito di me è che sono attratto dai contrasti. I contrasti creano conflitti ma anche accordi bellissimi. Il Giappone è pieno di contrasti, partendo dalle sue tradizioni che continuano a vivere con forza all’interno di un paese moderno ed industrializzato. Non voglio polemizzare, ma è interessante considerare che ad esempio é il primo paese che parla di problemi di carattere ambientale ma è anche il paese dove la caccia alle balene è ancora legale. I Samurai stessi vedevano poesia nella guerra e quando sei nella caotica Tokyo basta girare un angolo ed entrare in un tempio per trovare un silenzio irreale. Come non potevo innamorarmi di questo Paese?

sav1

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