Intervista a Gianluca Esposito

CHI E’ GIANLUCA ESPOSITO?

Se dovessi rispondere con sincerità assoluta dovrei dire che sono un bambino troppo cresciuto… Un certo grado di immaturità, di impulsività e di irrequietezza sono da sempre il mio peggior difetto, sebbene nel lavoro creativo si siano forse trasformati in virtù.
Per essere più concreto ho fatto teatro per diversi anni senza arrivare troppo lontano o piuttosto dovrei dire che per poter fare teatro ho praticato a lungo lavori per la pura sopravvivenza, ben poco creativi…
All’illustrazione (utilizzando il termine nella sua accezione più estesa ed elastica visto che disegno meno di quanto lavori con l’argilla e materiali di recupero e riuso ) sono approdato in maniera molto intuitiva, da autodidatta e relativamente da poco tempo quando ho deciso con un po’ d’incoscienza di mollare tutto il resto.
Nella fase forse più nera di quel momento di crisi ho cominciato a creare con la mani quasi senza accorgermene, a scopo terapeutico potrei dire. Da questo inizio un po’ casuale e caotico sono però arrivate velocemente risposte piccole e grandi per le quali ho compreso che senza rendermene conto avevo imboccato la strada più giusta per me, tanto che in breve tempo ne ho fatto il mio lavoro.

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COME NASCONO I TUOI LAVORI ?

Direi che, andando a sintetizzare, l’ispirazione più forte mi viene dalle mie origini geografiche e culturali…
L’oggetto che meglio rappresenta la mia più alta aspirazione creativa è il presepe napoletano: un mondo in miniatura che riproduce il mondo , che conserva la grazia un po’ inquietante delle case di bambola e del teatro di figura e che nella semplicità apparente del quotidiano che rappresenta nasconde una codificazione solida e strutturatissima di significati.
Anche il gioco infantile è una fonte di ispirazione costante: il bambino de funzionalizza e ri funzionalizza la realtà in base ad una logica personalissima (quella creatrice del gioco per l’appunto) che della realtà stessa rivela aspetti altrimenti in ombra.
È per questo che negli ultimi tempi sto lavorando tanto sul diorama ( con formule di complessità variabili in relazione al singolo lavoro): la creazione di mondi “in scatola” mi affascina e mi permette di sviluppare il carattere narrativo del mio lavoro.

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QUAL E’, TRA LE VARIE TECNICHE ARTISTICHE, LA TUA PREFERITA?

Adoro modellare l’argilla: credo sia il medium che mi appartiene in maniera più immediata e che mi gratifica maggiormente. Per quanto riguarda la bidimensionalità negli ultimi tempi lavoro con gusto utilizzando collage e timbri, ma è una direzione un po’ diversa dal solito per il mio lavoro; diciamo che sto ancora sperimentando.

COME PIANIFICHI E ORGANIZZI IL TUO LAVORO ?

In genere pianifico il meno possibile e spesso all’inizio ho un’idea soltanto vaga di quello che voglio ottenere: soprattutto quando modello è facendo che scopro dove realmente voglio andare. Chiaramente il limite in questo approccio istintivo al lavoro è dato da ovvie necessità tecniche! Eppure le cose migliori credo di averle realizzate proprio per rimediare al fatto di non averne tenuto conto, per troppa impulsività.
Se poi mi trovo a lavorare con materiali di riuso o di recupero procedo quasi solo per associazioni e intuizioni suggerite dall’oggetto recuperato o dal materiale riutilizzato.
Se ho scadenze o impegni precisi divento molto metodico e cerco di ottimizzare i tempi. Ma se posso permettermelo divento ondivago ed incostante….diciamo che sperimento molto seguendo l’estro del momento…funziono un po’ come un elastico 🙂

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QUALI SONO GLI ARTISTI CHE PIÙ STIMI? C’È QUALCUNO A CUI TI ISPIRI?

Diciamo che sono tanti , ci sono in giro artisti eccezionali e mi innamoro spessissimo del lavoro di qualcuno…ma sono anche piuttosto incostante e infedele 😉 per citare nomi noti amo Luzzati, Pericoli…tra gli innamoramenti più recenti l’artista Mirco Denicolò.


QUAL È, TRA LE TUE CREAZIONI, QUELLA A CUI SEI PIU’ AFFEZIONATO?

Tra i lavori cui sono più legato la serie di teste realizzata per una mia mostra di due anni fa a Parigi: si trattava di volti iperrealisti ed ironici ispirati alla rivoluzione francese nei quali ho riversato tutto il mio amore per questo secolo straordinario e folle, eccessivo e grottesco….e tutto il mio gusto per il travestimento teatrale, per la maschera ed il carattere.

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QUANTO TEMPO IMPIEGHI GENERALMENTE PER ULTIMARE UN TUO LAVORO?

Non è facile quantificare in media i tempi di realizzazione dei miei lavori; dipende dal materiale che utilizzo e dalla complessità del progetto. Per quanto dipende da me non sono particolarmente paziente e amo quando i tempi della creazione coincidono con quelli dell’ “ispirazione”, pretesa che però quasi sempre si rivela utopica!

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QUAL E’ LA SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE CHE TI HA DATO FINORA IL TUO LAVORO?

Quella di stare tutto in quello che faccio!
Credo che la possibilità di aderire in pieno al nostro lavoro, il fatto che i suoi gesti caratteristici siano esattamente quelli che desideriamo compiere rappresenti uno tra i più grandi privilegi che si possano sperimentare e di questo sono grato alla vita, a prescindere dalle difficoltà oggettive che la scelta di un lavoro creativo in tempi di crisi comporta.

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DOVE POSSIAMO SEGUIRE LE TUE CREAZIONI?

Sicuramente il canale più aggiornato è quello delle mie pagine fb L’ Incredibile e Gianluca Esposito, ma un portfolio abbastanza esaustivo delle diverse anime del mio lavoro lo si può trovare sul blog
www.lincredibile.blogspot.com

MANDERESTI UN SALUTO AGLI AMICI DELLA FABBRICA DEI SOGNI?

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