Il disegno può essere un buon esercizio per riconnettersi con la propria spiritualità, un modo per sentirsi in armonia con la natura.
Disegni zen – il disegno come strumento di riconnessione.
I seguaci dello Zen sono esperti in questa particolare tecnica di meditazione che usa l’arte, la tradizionale scrittura ideografica e la cultura legata al buddhismo, una religione che mette al centro l’equilibrio interiore, la consapevolezza e la pace.
Per noi occidentali l’approccio al disegno zen risulta particolarmente ostico perché richiede un completo cambiamento di prospettiva: il risultato, la performance, non sono importanti. Anzi, vanno eliminati dal pensiero a favore del processo, semplice, rapido ma frutto di grande concentrazione.
Per immergermi in questa tecnica orientale ho usato inchiostro di china (indelebile all’acqua una volta asciutto) e un pennello per calligrafia giapponese, grosso ma con una buona punta, in modo da poter produrre sia macchie, sia segni sottili.

La carta ideale è quella di riso, ma va bene anche una buona carta per acquerello o una carta pergamena. In realtà si possono provare tutti supporti, è bello sperimentare materiali diversi; inoltre, spesso, carte apparentemente delicate rivelano un’insospettabile stabilità rispetto all’acqua.
Bisogna fare tante prove e trovare una carta (possibilmente poco costosa) che permetta di lavorare a lungo con tranquillità.
Prima di iniziare con i disegni veri e propri suggerisco di fare degli esercizi preliminari, il pennello va usato sperimentando diverse direzioni e curvature in modo calligrafico per ottenere segni, macchie, tratti sinuosi e spontanei.

Il secondo tipo di esercizio consiste nella copia di semplici disegni zen della tradizione giapponese: fili d’erba, canne di bambù e piccoli uccelli.

Come si può notare, osservando le opere di questi artisti, i loro disegni sono semplici ed eleganti, come le loro tazze da the; sono costituiti da poche pennellate, ma ognuna di esse ha un significato ben preciso.
Gli artisti zen si esercitano per anni sempre sugli stessi soggetti, arrivando ad un grado di perfezione e spontaneità strabiliante.
I soggetti rappresentati sono spesso piante e animali perché è attraverso la connessione intima con la natura che si scopre il “vero sé”, abbandonando l’ego che, al contrario, è dannoso.
Adesso passiamo al primo vero disegno, utilizzando come reference foto di gazze, corvi, cornacchie, dal piumaggio nero (o bianco e nero) che fanno risaltare i contrasti.
I passaggi sono due, al massimo tre:
- stesura di macchie con inchiostro diluito come base e aggiunta di inchiostro puro per accentuare i massimi scuri.
- Niente contorni, le parti chiare sono suggerite dagli spazi vuoti



Provate a realizzare più volte lo stesso disegno e noterete che ogni volta sarà diverso.

Il principio di fondo è che non si può “controllare” l’acqua né si può interferire con la naturalezza dei processi chimici e fisici. Al limite si può muovere il foglio e soffiarci sopra per asciugare prima e dirigere l’acqua verso i bordi della macchia.
Provando carte diverse si ottengono effetti diversi.
Foglio di un’agenda:

Carta pergamena:

Carta da acquerello con una buona percentuale di cotone:

Il gatto
Per il secondo soggetto, il gatto, ho sperimentato un metodo diverso: pennellate molto bagnate su carta umida. Dopo un primo strato di acqua, lascio scivolare l’inchiostro puro con piccoli tocchi con la punta del pennello.
Le gocce di inchiostro si spandono in modo sorprendente, creando piccoli filamenti che imitano il pelo del gatto.



A volte le macchie non saranno esattamente quello che ci aspettavamo ma non importa, l’acquerello zen è come la vita: non si può pretendere di controllare tutto e alla fine qualcosa verrà come verrà e sarà una sorpresa.



Disegni zen tutorial – altri soggetti
Infine il terzo soggetto è un cavallo. Anche qui si comincia con la prima macchia, premendo con il pennello ben inzuppato e si procede con pennellate calligrafiche.


Non devi scoraggiarti. Quando stai per gettare la spugna perché il tuo lavoro ti sembra un gran pasticcio è il momento giusto per insistere: dopo tanti tentativi arriverà il disegno “buono”, quello che finalmente ti smuoverà delle emozioni.
Allora guarderai ai precedenti sforzi con occhi diversi e anche le macchie più strane ti sembreranno più significative, uniche.
Capirai allora di essere sulla buona strada per abbandonare l’idea di perfezionismo che talvolta limita e reprime e avrai iniziato un percorso di connessione con il tuo “vero sé”.
Di seguito una carrellata di acquerelli a colori eseguiti con questa tecnica.


Ti invito a provare e sperimentare i vostri disegni zen, saranno sicuramente unici e creativi!
Buon disegno a tutti!



Ora tocca a te sperimentare e disegnare con la tecnica della pittura zen!
Se vuoi metterti alla prova insieme a noi con le idee proposte sul sito, iscriviti al nostro gruppo Facebook cliccando qui. Segui i tutorial della sezione ispirazione su carta.
___________________
articolo di Cinzia Imparato – corsi di disegno a Modena