Tutti abbiamo i nostri film del cuore che ci hanno fatto sognare, piangere, ridere…
Ma per un disegnatore il Cinema offre qualche spunto in più del semplice spettacolo.
Si può imparare tanto da un bel film; luci, colori, espressioni, composizione, inquadratura; tutti elementi che, se studiati ad arte, possono regalare emozioni.
Per eseguire i disegni proposti in questo articolo ho utilizzato singoli frame tratti da film e trailer trovati su Youtube, Rai Play, Netflix.
Ho interrotto il filmato in un punto della scena preferita e poi ho disegnato.
Spesso la pellicola era rovinata e il frame molto sfocato, quindi mi sono aiutata guardando e riguardando la scena per coglierne tutti i particolari.
Ho scelto poi quali inserire e quali omettere per avere un risultato più centrato sugli elementi importanti.
Con questo tutorial non solo provo ad omaggiare i miei film del cuore, ma anche a studiarne gli effetti visivi da un punto di vista grafico.
Disegnare i film, parte 1: i tagli delle inquadrature
Cominciamo con alcune alcune nozioni tecniche riguardanti le inquadrature:

Il primissimo piano (ppp) va dalla fronte a sotto il mento.
Dividendo il piano in tre fasce, la parte del volto tra gli occhi e la bocca occupa quella centrale.
Quando un regista vuole dare rilievo alle espressioni di un personaggio lo inquadra in primissimo piano, come il personaggio di Rachael, figura intensa e commovente di Blade Runner, che nell’evocare falsi ricordi scopre di non essere umana.
Il regista, Ridley Scott, decise di far indossare ai replicanti delle lenti a contatto che emanavano una luce bianca, che in alcune scene rende inquietante e strano il loro sguardo.


Il Primo Piano (pp) include anche i capelli, con un piccolo spazio sovrastante, che nel gergo del cinema viene chiamato “aria in testa“. Comprende poi il mento e l’inizio delle spalle, come in questo primo piano di Kim Novak ne “La donna che visse due volte” di A. Hitchcock.
l regista avvolge il viso della protagonista, contornato da un’elegante acconciatura biondo platino, con il fondo rosso della tappezzeria del ristorante. Si intravede un pezzetto della stola verde e, chi ha visto il film, avrà notato che la contrapposizione di rosso e verde è una costante in questo capolavoro. Si gioca moltissimo con i colori complementari.

Il piano medio (pp) va da sopra i capelli alla vita.
Se la linea inferiore si ferma sotto il petto, si chiama mezzo primo piano (mpp).
Sotto le coste, mezzobusto (mb).
Ho ritratto due meravigliosi attori, Gloria Swanson e Humphrey Bogart in due celebri film :” Il viale del tramonto” e “Casablanca”.
Si tratta di film entrambi in bianco e nero, rispettivamente un dramma e un noir, in cui domina l’inquietudine dei personaggi.

Ho cercato quindi di realizzare disegni che mettessero il focus sull’espressività più che sul realismo.
Ho usato pennino e inchiostro di china per tracciare linee sottilissime e precise, e pennello e inchiostro universale per segni spessi e sfondo.

Quando eseguo questo tipo di disegni inizio sempre dalla parte più importante perché se non dovesse riuscirmi, posso buttare tutto via e ricominciare da capo.
Se invece mi piace, procedo con una certa velocità, puntando più sull’immediatezza e sulla scena generale che sui dettagli.

Il Piano Americano (pa), parte da sopra i capelli e arriva alle ginocchia.
In questa scena di Baby Driver mi ha colpito la composizione perfetta, in cui il protagonista cammina per strada con lo sfondo di un murales colorato e alza il braccio per imitare la posa del soggetto ritratto.
Il dinamismo, le linee di forza, i colori vivaci, sono visivamente attraenti e ben studiati.
Per questo lavoro ho scelto di utilizzare una tecnica mista: prima lo schizzo con le matite colorate, e poi le masse con i pennarelli.

Nella figura intera (fi), l’abbigliamento è sempre importante.
I film ci permettono di capire come caratterizzare un personaggio con questo elemento.
Possiamo studiare i costumi di un’epoca specifica o il panneggio.
Un dettaglio come un ombrello o un cappello possono rendere la scena più interessante, anche a livello compositivo.
Ne è un esempio il protagonista di Christopher Robin.

Come si nota, più la figura viene riportata per intero, più lo sfondo è importante, come in questa scena de “I ragazzi del terzo Reich”, ripresa in campo medio.

Disegnare i film, parte 2: la ripresa
Tanti altri elementi contribuiscono a dare significato e valore ad una scena: le angolazioni di ripresa (dall’alto, dal basso, supina, a piombo) o anche l’inclinazione di ripresa, cioè l’angolo tra l’asse verticale della camera e la linea dell’orizzonte.
Nel film Il sospetto del maestro Hitchcock, c’è una scena che mi è sempre rimasta impressa.
Cary Grant, illuminato da dietro, sale la scalinata della grande casa per portare un bicchiere di latte a sua moglie.
Sarà avvelenato? Lo spettatore condivide i dubbi dell’angosciata consorte, interpretata da Joan Fontaine.
Pare che il regista abbia messo una lampadina accesa nel bicchiere per dargli una luce sinistra, mentre il gioco di ombre e luci che contornano Cary Grant rende suggestiva una scena altrimenti insignificante.
Ho scelto di eseguire il disegno con il solo pennino e la china.
Dopo aver tracciato lo schizzo a matita, ho riempito tutte le ombre con tratteggio per rendere lo stile più classico.

Disegnare i film, parte 3: abbigliamento, atmosfere e colori
L’abbigliamento è il vero protagonista nella mitica scena de La grande bellezza (Paolo Sorrentino) in cui i costumi sono stati curati da Daniela Ciancio.
Il protagonista, Jep Gambardella, interpretato da Toni Servillo, è un uomo di gran classe con un tocco eccentrico, innamorato dell’arte e della scrittura.
Quando siede placidamente davanti alla statua di Marforio è un tutt’uno con l’ambiente e l’armonia delle linee e dei colori, spezzata dal tocco di giallo della giacca, rende in pieno l’eleganza del personaggio.

I colori, invece, sono i veri protagonisti in Blade Runner, un film in cui coesistono generi diversi: fantascienza, noir, distopia, supereroi.
Nonostante le atmosfere cupe e la pioggia incessante, ombre e luci colorate si accompagnano nelle varie scene dando un senso di meraviglia notturna.
Non a caso il grande disegnatore di fumetti Moebius collaborò per le scenografie.
La scena che ho scelto di rappresentare con le matite colorate gioca sui toni del blu per dare l’idea della notte, mentre le luci rosse e gialle della macchina richiamano le atmosfere di un luna park.

Un altro colore protagonista è il rosa in Dirty Dancing.
La scena finale del salto che simboleggia il superamento delle paure sembra rappresentare la femminilità che si afferma, avvolgendo tutto in un clima di speranza.

Quando gli attori sono grandi artisti possono trasmettere non solo le emozioni più visibili, ma anche quelle più velate, nascoste tra le righe.
Una delle commedie più romantiche e ben fatte di tutti i tempi è “Harry ti presento Sally“, in cui dialoghi brillanti, scene esilaranti e battute dai tempi comici perfetti, fanno trapelare la timidezza e la paura di lasciarsi andare che, alla fine, cede il passo all’amore.
Qui ho cercato di rendere al meglio le espressioni di Meg Ryan e Billy Crystal che dicono tanto anche senza parlare.

Vi lascio infine con una rielaborazione di “A qualcuno piace caldo“, tra il fumetto e il cartoon.
I personaggi sono ripresi da scene diverse e ricomposti nel mitico trio: Tony Curtis, Marilyn Monroe e Jack Lemmon.
Per un film così allegro e scanzonato ho scelto i colori brillanti dei pennarelli, a punta fina per i contorni e a punta media per le campiture.

E poi…
Concludo con una carrellata di disegni dedicati a due film speciali che ho adorato in cui la voglia di riscatto e la capacità di uscire dai soliti schemi ci invita a guarda avanti, rivolgendoci al nuovo con fiducia ed amore.
Uno è Ricomincio da tre, di e con Massimo Troisi e Lello Arena, che ho disegnato con pennarelli sui toni del blu e dell’azzurro. Ho scelto questi colori perchè Troisi sapeva accompagnare sempre la comicità con un’ombra di malinconia.

Il secondo è “La ragazza con la pistola”, con una meravigliosa Monica Vitti che da poco ha festeggiato il suo novantesimo compleanno; ho voluto quindi renderle omaggio con tre disegni realizzate con matite colorate, che la ritraggono in tre momenti diversi del film: fiera, mentre cerca il suo “mancato” fidanzato, allegra, quando canta al ristorante italiano, e sofisticata, mentre cammina con il suo ex in una Londra un po’ nebbiosa ma piena di sorprese .
Ora tocca a te sperimentare: qual è il tuo film preferito?
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articolo di Cinzia Imparato – corsi di disegno a Modena


bellissimo articolo
ciao, molto interessante il tuo esercizio
anch’io lo faccio spesso, per esempio con il film di Guadagnino CHIAMAMI COL TUO NOME…
L’IMMAGINE DELLA PISCINA IN SASSO È SUBLIME E PER ME INDIMENTICABILE