

Da quando ho iniziato ad occuparmi come volontaria dell’aiuto compiti per i bambini di un doposcuola, mi sono resa conto di quanto le immagini fossero fondamentali per facilitare il processo di apprendimento durante lo studio.
Solitamente i libri di testo scolastici sono corredati di immagini ma, il più delle volte, non seguono i gusti dei ragazzi. Sembra quasi che le immagini non abbiano lo scopo di coinvolgere ma più di porsi come “sottotitoli” per dare un’idea figurativa di quanto appreso leggendo.
Uno dei motivi fondamentali per cui abbiamo creato sul sito la sezione “Per la scuola” era quello di trasmettere l’importanza di un apprendimento creativo che seguisse le necessità dei ragazzi, i loro gusti ma anche che permettesse loro di essere coinvolti in maniera attiva durante lo studio.
Guardare le immagini aiuta a memorizzare, disegnare le immagini aiuta a sentirsi parte attiva del processo di apprendimento.

Il disegno aiuta a visualizzare ciò che si studia
Molti contenuti scolastici vengono spiegati attraverso parole che descrivono eventi, luoghi, processi e concetti difficili da vedere direttamente.
Disegnare permette di dare una forma concreta a queste informazioni.
Una scena tratta da un racconto, le fasi di un evento storico o un processo scientifico diventano più accessibili quando lo studente prova a rappresentarli attraverso immagini, simboli e collegamenti.
Il disegno può aiutare a visualizzare:
- una successione di eventi;
- i rapporti tra personaggi;
- le parti di un sistema;
- un processo;
- una trasformazione;
- concetti che nel testo restano astratti.
Per costruire l’immagine, il bambino deve comprendere almeno gli elementi fondamentali di ciò che sta studiando. Ed è proprio questa trasformazione a rendere l’attività significativa.
Disegnare richiede di selezionare le informazioni
Uno degli aspetti più utili del disegno nello studio riguarda la capacità di sintesi.
Non tutto ciò che compare in un testo può essere inserito in una sola immagine. Bisogna decidere che cosa è essenziale e che cosa può essere lasciato fuori.
Lo studente deve quindi chiedersi:
- qual è il concetto principale?
- quali elementi servono per riconoscerlo?
- che cosa è accaduto prima e che cosa dopo?
- quale immagine può aiutarmi a ricordare?
- quali parole o simboli devo aggiungere?
Anche un disegno molto semplice nasce da una serie di decisioni. Per questo può diventare un modo per ragionare sul contenuto, oltre che per rappresentarlo.
Il disegno favorisce un apprendimento più attivo
Quando lo studio consiste soltanto nel leggere e ripetere, il rischio è che il bambino rimanga spettatore del contenuto.
Creare una mappa illustrata, una sequenza o uno schema richiede invece un intervento personale.
Lo studente legge, interpreta, seleziona, disegna e collega. Può accorgersi di non aver compreso un passaggio, tornare sul testo e correggere la propria rappresentazione.
Il foglio diventa uno spazio nel quale verificare ciò che si è capito.
Questo tipo di lavoro può essere particolarmente utile per bambini e ragazzi che faticano a orientarsi in testi lunghi o a mantenere l’attenzione durante uno studio esclusivamente verbale.
Ne abbiamo già parlato in alcuni articoli di cui vi lascio il link:

Disegnare può aiutare a risolvere problemi
Il disegno può essere utilizzato anche per rappresentare situazioni e cercare soluzioni.
Davanti a un problema, tradurre le informazioni in uno schema visivo permette di osservare meglio i diversi elementi e le relazioni che li collegano.
Può essere utile, per esempio, per mettere in relazione cause e conseguenze, visualizzare un percorso o confrontare due ipotesi.
In questo caso il disegno diventa uno strumento di ragionamento: aiuta a rendere visibile il problema prima ancora di cercare una risposta.
Il disegno sostiene la comunicazione
Un’immagine può aiutare bambini e ragazzi ad esprimere ciò che hanno compreso, anche quando faticano a organizzare una spiegazione soltanto attraverso le parole. Il disegno può diventare il punto di partenza per confrontarsi con i compagni, raccontare un argomento o visualizzare un percorso.
Le immagini non sostituiscono necessariamente il linguaggio verbale. Possono accompagnarlo e offrire un ulteriore canale attraverso cui organizzare e comunicare le idee.

Non serve saper disegnare bene
Per utilizzare il disegno durante lo studio non servono particolari capacità artistiche. Non è necessario conoscere l’anatomia, saper costruire una prospettiva o realizzare immagini precise e realistiche.
Durante l’apprendimento, il disegno svolge una funzione diversa. Serve a rendere visibile un’informazione, a collegare idee, a ricordare un passaggio oppure a dare forma a qualcosa che, leggendo soltanto il testo, rimane difficile da afferrare.
Anche un semplice cerchio con due occhi può essere sufficiente, se aiuta chi lo ha disegnato a riconoscere una persona, una scena o un momento della storia.
La qualità estetica del risultato passa quindi in secondo piano. Ciò che conta è il processo compiuto per arrivarci: osservare, scegliere le informazioni importanti e decidere come tradurle in immagini.
Questo aspetto è particolarmente importante a scuola, dove molti bambini e ragazzi smettono presto di utilizzare il disegno perché temono di essere giudicati o pensano di non esserne capaci. Liberare il disegno dall’obbligo di essere “bello” permette invece di riscoprirlo come uno strumento semplice, personale e accessibile.

Strumenti da sperimentare
A seconda del contenuto, il disegno può assumere forme diverse.
Una sequenza illustrata può aiutare a seguire lo svolgimento di un racconto o di un evento storico. Una mappa può raccogliere parole chiave, immagini e collegamenti all’interno di una visione complessiva. Una ruota didattica può rendere più immediata la consultazione di regole e informazioni.
Nel sito trovi diversi esempi di questi strumenti, pensati per mostrare come il linguaggio visivo possa entrare nello studio in modo concreto con punti di partenza da osservare, provare e adattare.
Il modo più utile per capire quale strumento funziona consiste spesso nello sperimentarlo su un contenuto reale. Puoi partire da un breve racconto, da una lezione di storia, da un processo scientifico o da una regola grammaticale e chiederti quale tipo di rappresentazione potrebbe renderlo più chiaro.

Un approccio da adattare alle persone
Ogni bambino apprende in modo diverso e non esiste uno strumento capace di funzionare allo stesso modo per tutti.
Per alcuni il disegno può diventare una presenza abituale nello studio. Per altri può essere utile soltanto davanti a testi particolarmente complessi, sequenze difficili da ricordare o concetti molto astratti.
Anche il modo di disegnare cambia da persona a persona. C’è chi preferisce creare mappe ordinate, chi utilizza simboli veloci, chi ha bisogno del colore e chi lavora meglio con poche linee essenziali.
L’obiettivo è ampliare le possibilità e offrire a bambini e ragazzi un altro linguaggio attraverso cui osservare, comprendere e raccontare ciò che imparano.
È proprio nell’incontro tra contenuto, persona e strumento che il disegno può diventare uno strumento prezioso.

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Vuoi portare il disegno nella tua scuola?
Progetto attività, strumenti e percorsi che utilizzano immagini e disegno per aiutare bambini e ragazzi a comprendere, rielaborare e comunicare ciò che imparano.
Se insegni, lavori in ambito educativo o stai cercando una proposta da sviluppare nella tua scuola, puoi raccontarmi brevemente il contesto e l’obiettivo su cui vorresti lavorare.
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Alessandra Loreti
Sono Alessandra Loreti, illustratrice e progettista visiva. Da anni lavoro con immagini, narrazione e strumenti creativi per rendere contenuti complessi più accessibili e coinvolgenti.
Con La Fabbrica dei Sogni progetto risorse, attività e percorsi dedicati al disegno come strumento di apprendimento, espressione e relazione, rivolti a bambini, ragazzi, insegnanti ed educatori.
Ho pubblicato libri dedicati alla creatività e allo studio attraverso le immagini e ho portato questi temi anche in incontri pubblici e istituzionali, tra cui un intervento in Campidoglio sul valore del disegno nei percorsi educativi.
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra illustrazione, comunicazione visiva e didattica: trasformare idee e contenuti in esperienze che aiutino a osservare, comprendere e ricordare.

