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	<title>interviste Archivi - La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</title>
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	<description>Creazione oltre l&#039;idea</description>
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		<title>Intervista a Hiroko Yokoyama: illustrazione e kawaii</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Fabbrica dei Sogni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 10:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio articoli]]></category>
		<category><![CDATA[interviste creative]]></category>
		<category><![CDATA[Professione illustratore]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hiroko Yokoyama, una delle più note illustratrici giapponesi del genere kawaii, si racconta e ci parla un po' del suo universo colorato in questa intervista</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-hiroko-yokoyama/">Intervista a Hiroko Yokoyama: illustrazione e kawaii</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:76px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Buongiorno! Stamane un&#8217;intervista che arriva direttamente dall&#8217;altra parte del globo.<br>Una delle autrici icone del kawaii giapponese, Hiroko Yokoyama, ci ha concesso del tempo per rispondere ad alcune delle nostre domande. Forse non vi ricorderete, ma in questa intervista, le domande sono state scelte direttamente dai fan della pagina! Quindi è probabile che le riconoscerete! 🙂 <strong>Vi ricordo che&nbsp;Hiroko Yokoyama ha collaborato con Charuca al libro &#8220;I love Kawaii&#8221;, citata nella lista dei migliori autori del genere!<br></strong>Ma bando alle ciance, iniziamo l&#8217;intervista.</p>



<span id="more-3283"></span>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-1-cos-il-kawaii-per-te"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21"></strong><strong>1. Cos è il kawaii per te?</strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Secondo me il kawaii è una vera e propria <strong>Guarigione emotiva</strong>. Mi arricchisco quando vedo il kawaii, mi sento energica, produco pensieri positivi. E allo stesso tempo il mio impulso creativo sale! Credo di riuscire a lavorare così tanto proprio perché mi circondo di kawaii.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-2-quando-hai-scoperto-il-kawaii"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21"> 2. Quando hai scoperto il kawaii?<br></strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Adoro il kawaii da quando ero una bambina. Amavo HELLO KITTY e LITTLE TWIN STARS (Kiki &amp; Lala); ho avuto moltissimi articoli di cancelleria di questi personaggi. Quando andavo a scuola, illustravo i miei personaggi preferiti sui diari dei compagni.I miei amici apprezzavano i disegni, così poi col tempo ho deciso di continuare sul percorso dell&#8217;illustrazione. Tutto l&#8217;impegno e la forza che ho impiegato in questo lavoro agli inizi, mi ha ripagata.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-3-4-quali-sono-stati-i-tuoi-artisti-di-riferimento-e-qual-il-tuo-mangaka-preferito"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21"> 3-4. Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento? E qual è il tuo mangaka preferito?<br></strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ho sempre ambito a illustrare come <strong>Kanahei</strong>, illustratrice e mangaka. Le sue illustrazioni hanno il dono di affascinare e far sorridere istintivamente. Seguivo il suo sito web col telefonino dai tempi del liceo, ed ero sempre in attesa che pubblicasse nuovi contenuti. Pensavo che sarebbe stato meraviglioso se altrettante persone avessero seguito così il mio lavoro!!! E così ho realizzato le mie prime illustrazioni ufficiali e realizzato il mio sito web. Devo molto a Kanahei! Se non avessi conosciuto le sue illustrazioni, forse ora non sarei un&#8217;illustratrice.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Adoro i manga di&nbsp;<strong>Mutsumi Hagiiwa</strong> perché hanno caratterizzato la mia infanzia! I suoi manga hanno delle storie fantastiche!!! Inoltre riesce a far trasparire in maniera impeccabile il lato interiore dei suoi personaggi. Il suo modo di disegnare ha delle atmosfere morbide, kawaii. Anche io adoro disegnare illustrazioni fantastiche&#8230; Chissà, potrebbe essere un&#8217;influenza del suo stile!</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-5-cosa-pensi-degli-autori-kawaii-occidentali"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21">&nbsp;5. Cosa pensi degli autori kawaii occidentali?<br></strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Beh, tempo fa ho partecipato all&#8217;artbook &#8220;I LOVE KAWAII&#8221; dell&#8217;autrice spagnola Charuca. Ho conosciuto così moltissimi autori occidentali che hanno scelto di dedicarsi per la prima volta al kawaii. Charuca disegna spesso illustrazioni che richiamano i motivi giapponesi. Penso che sia davvero bello che il kawaii sia così apprezzato anche dagli artisti occidentali!</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-6-domanda-tecnica-che-programmi-usi-per-le-tue-illustrazioni"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21"> 6. Domanda tecnica: che programmi usi per le tue illustrazioni?</strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">I miei strumenti sono Photoshop e Illustrator e generalmente il mio percorso di lavorazione è il seguente:</p>



<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>Disegno con la matita lo schizzo dell&#8217;illustrazione</li><li>Traccio le linee di contorno con Photoshop</li><li>Poi, In Illustrator, converto le linee disegnate in Photoshop in file vettoriali.</li><li>A questo punto passo a colorare il vettoriale!&nbsp;Illustrator è veramente un ottimo strumento di lavoro perché ingrandendo o diminuendo le immagini il file non perde risoluzione! Coloro in Photoshop solo quando voglio che il disegno di base resti quello realizzato a matita.</li></ul>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-7-che-consigli-daresti-a-quei-disegnatori-che-vogliono-approcciare-per-la-prima-volta-allo-stile-kawaii"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21">&nbsp;7. Che consigli daresti a quei disegnatori che vogliono approcciare per la prima volta allo stile kawaii?<br></strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Bè, innanzitutto bisognerebbe iniziare a guardare e conoscere; bisogna guardare tantissime immagini kawaii. Credo che l&#8217;ispirazione subentri quando hai una vastissima conoscenza dello stile che vuoi illustrare. È importante disegnare moltissimo, anche se all&#8217;inizio è probabile che saranno delle copie. Ma è normale, il tuo stile si definirà nel tempo! È importante che tu impari a mettere su carta la tua interpretazione personale del kawaii!</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-8-le-tue-illustrazioni-utilizzano-spesso-tinte-piatte-e-contorni-neri-molto-netti-quanto-importante-la-colorazione-nel-tuo-lavoro"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21">&nbsp;8. Le tue illustrazioni utilizzano spesso tinte piatte e contorni neri molto netti. Quanto è importante la colorazione nel tuo lavoro?<br></strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ammetto di avere sempre il terrore quando devo colorare perché le atmosfere dell&#8217;illustrazione cambiano moltissimo con la colorazione. Creo una gamma di colori che tra loro risultino armoniosi (un vantaggio della colorazione digitale) e spesso utilizzo gradienti per lo sfondo. Tuttavia i personaggi sono quasi sempre a tinte piatte perché voglio mantenere un atmosfera pop! E, una forte impressione pop è data dall&#8217;uso di colori molto scuri nelle tracce. Quando voglio creare delle atmosfere calde aggiungo luci e ombre. Ormai la colorazione a livello commerciale è quasi esclusivamente digitale! Tuttavia chi lo fa per hobby dovrebbe utilizzare molto i pastelli per rendere meglio le atmosfere. Adoro quando posso dedicarmi a questo tipo di colorazione! (anche se è ovvio che il colore non sarà uniforme come nella colorazione digitale!)</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-9-puoi-descriverci-la-tua-giornata-tipo"><b><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21">&nbsp;9. Puoi descriverci la tua giornata tipo?</b></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Certamente!!! Inizio col fare le pulizie di casa, in attesa che mio marito e i due bambini escano. A questo punto verifico la mia casella email e inizio a lavorare sulle illustrazioni. Disegno spesso ascoltando in sottofondo la musica del mio musicista preferito! Mi godo quindi il suono dolce di una chitarra acustica e procedo il mio lavoro, intervallando ogni tot tempo (tra l&#8217;altro adoro suonare e cantare!!!!). Dopodiché, una volta a settimana, ho l&#8217;ora del té con la mia migliore amica. Credo che sia rigenerante e necessario staccare ogni tanto; la mia mente in questo tempo si arricchisce e trova nuove ispirazioni! Quando il programma di lavoro è molto intenso, ovviamente, devo rinunciare a questi piccoli piaceri e lavorare anche durante la notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la cena è uno dei momenti a cui non rinuncio e che passo sempre in famiglia perché è l&#8217;unico momento favorevole. La notte mi rilasso con un bel bagno caldo; quando sto distesa nella vasca riesco a rilassarmi. E a volte ne esce fuori qualche nuova idea per il lavoro! &nbsp;Dopo che ho messo i bimbi a letto, ho un altro po&#8217; di tempo per dedicarmi al lavoro. Se invece la giornata è tranquilla, trascorro la serata (fino alla mezzanotte circa) bevendo sake e guardando la tv con mio marito. A grandi linee questa è la mia giornata tipo!</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-10-lasceresti-una-dedica-ai-tuoi-fan-italiani"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21"> 10. Lasceresti una dedica ai tuoi fan italiani?</strong></h6>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Grazie a tutti per aver letto la mia intervista! ^^<br>Se ciascuno di voi proverà a disegnare, cimentandosi nel kawaii, verrà invaso da un dolce tepore.<br>Ma se lo spirito e l&#8217;ispirazione non arriva&#8230; bè, venite a visitare il mio sito web 🙂<br>Vi ringrazio davvero per il vostro supporto!!</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-blog-di-hiroko-http-www-yokoyama-hiroko-com"><strong>BLOG DI HIROKO -&gt; <a href="http://www.yokoyama-hiroko.com">http://www.yokoyama-hiroko.com</a></strong></h6>



<h6 class="wp-block-heading" id="h-scopri-le-altre-interviste-creative-del-sito-cliccando-qui"><strong><br></strong><a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/category/interviste/">Scopri le altre interviste creative del sito cliccando qui</a><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3284 size-full" title="immagini kawaii" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-2013-05-27-a-10.20.36.png" alt="" width="545" height="638" srcset="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-2013-05-27-a-10.20.36.png 545w, https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-2013-05-27-a-10.20.36-256x300.png 256w, https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-2013-05-27-a-10.20.36-495x580.png 495w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></h6>
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		<title>Intervista a Emanuele Tenderini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Fabbrica dei Sogni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 19:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio articoli]]></category>
		<category><![CDATA[interviste creative]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuele Tenderini, noto fumettista italiano, autore di Lumina, si racconta in questa intervista parlando del suo rapporto con il mondo del fumetto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-emanuele-tenderini/">Intervista a Emanuele Tenderini</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.tatailab.com/autore/emanuele-tenderini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emanuele Tenderini</a></strong> è uno dei più famosi coloristi italiani. Ma non solo colorista, anche abile disegnatore. Tra i suoi lavori e collaborazioni ricordiamo 100 Anime, Wondercity, Oeil de Jade, Dylan Dog. </em><span id="more-618"></span></p>
<h6>Se volete saperne di più, visitate il suo blog -&gt; <a href="http://emanueletenderini.blogspot.it/">http://emanueletenderini.blogspot.it/</a></h6>
<p>Ma ora passiamo alle domande! Non ci resta che augurarvi una buona lettura 🙂</p>
<ul>
<li>
<h6><strong>Dal tuo lavoro traspare una grande varietà di stile. Molti sostengono che per affermarsi occorre perseguire un&#8217;unica strada per crearsi un&#8217;identità riconoscibile. Cosa ne pensi?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Il mio sceneggiatore di “1066”, Patrick Weber, oltre ad essere scrittore per BD, scrive romanzi, è un giornalista televisivo e fa anche il presentatore per la Tv Belga. Il suo punto di vista è che nella vita succedono un sacco di cose diverse, perché nel lavoro dovrebbe essere diverso?<br />
ho fatto mia questa “visione” delle cose, con fatica perché è chiaro che sarebbe più “comodo” concentrarsi su 1 cosa, 1 stile, 1 modo di disegnare, 1 genere ecc e specializzarsi su quello, ma non è la mia natura, e non è il mio obiettivo.</p>
<p>Quando ho iniziato a studiare seriamente il disegno amavo il genere Manga, poi ho cambiato “gusti”, ho capito molte cose e mi sono avvicinato alla Bd francese. Ad un certo punto della mia (brevissima) carriera ho capito che mi annoiavo a ripetere sempre le stesse cose e che, se volevo crescere come artista, dovevo pormi continuamente nuove problematiche e nuovi obiettivi da raggiungere. Da qui in poi è stata una “spirale” di causa-effetto che mi porta a cambiare continuamente la carte in tavola. Altrimenti mi annoierei. E probabilmente non me ne frega nulla di “affermarmi”; mi interessa soddisfare innanzitutto la mia “curiosità” stilistica, perché è il solo modo, credo, di essere onesto nei confronti del pubblico e onorare la Sua (del pubblico) curiosità nei confronti del nostro medium preferito.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> La colorazione digitale, col tempo, si sta affermando sempre di più. Che consiglio daresti a chi comincia ad approcciarsi al colore? Partire direttamente dal digitale o sperimentare prima la colorazione manuale?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Partire innanzitutto dal disegno, perché è da li che inizia la colorazione. Digitale, manuale, sono solo degli “strumenti”, l’essenza della colorazione parte dalla percezione dei volumi e dalla “luce”, che già creiamo in fase di disegno. Ecco perché è così importante saper disegnare bene, per poter colorare bene. Provate a guardare le matite del Maser di Frezzato e ditemi se già da quelle non si può già parlar di colore, nonostante siano, appunto, matite in bianco e nero.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Molto spesso nel mercato francese si lavora a linea chiara evitando la presenza di forti neri; questo serve per lasciare spazio al colore che creerà quindi atmosfera ed emozioni. Come stabiliamo il tipo di colorazione adatto al nostro lavoro?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Lo stabiliamo con la consapevolezza della fonte di luce e delle volumetrie. Il colore parte sempre da una fonte di luce, che andrà a illuminare le volumetrie dei nostri personaggi e dei nostri ambienti, creando ombre proprie e ombre riportate. Il “segreto” (non è un segreto) per “agganciare” lo stile della colorazione allo stile del disegno sta nel riuscire ad avere la consapevolezza che il punto d’incontro è nel “disegno delle ombreggiature” (e quindi nella resa delle volumetrie). Per fare ciò, come dicevo prima, bisogna essere innanzitutto dei bravi disegnatori. Ogni stile di disegno ha il proprio modo di interpretare, con il colore, la resa delle ombreggiature. Questo è il punto d’incontro.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> In un&#8217;epoca in cui tutto sembra già visto, pensi che si possa essere ancora innovativi e allo stesso tempo ottenere riscontro dal pubblico?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Si può essere ancora estremamente innovativi! <strong>Ma bisogna avere il coraggio di staccarsi il più possibile dal “modo di fare” classico</strong>, che non significa rinnegare la scuola (italiana, in questo caso); significa porsi veramente il “problema dell’innovazione” e cercare di risolverlo. I mezzi ci sono, la colorazione digitale è uno di questi, certo che se ci si affossa a reiterare e “simulare” gli stessi stili, gli stessi codici, non si può certo pretendere di creare qualcosa di nuovo.</p>
<h6 style="text-align: center;"><em>Sicuramente è vera l’affermazione “tutto è stato fatto”,</em></h6>
<p>tecnicamente però, ognuno di noi (sceneggiatori, disegnatori e coloristi)ha molti diversi punti di vista rispetto agli altri, per cui succede che non ci si deve più concentrare sul “criticare” una storia di un autore, perché è già stata fatta, semmai bisogna godere (o condannare) di quel diverso punto di vista, rispetto ad altre interpretazioni. Il “corto circuito”, ovviamente, sta nel momento in cui un autore oltre a reiterare sempre le stesse tematiche, reitera anche il “modo” di rappresentarle.</p>
<h6 style="text-align: center;"><em><strong>Il dovere dell’autore è, quindi, cercare nuovi modi visivi di raccontare le storie.</strong> </em></h6>
<p>Ma c’è un altro “dovere”, che è dell’editore: avere il coraggio di sostenere gli autori in questa ricerca verso il nuovo. Ovviamente ciò non avviene, ecco perché il pubblico fa difficoltà a offrire il proprio riscontro. Il coraggio dell’autore dovrebbe trovare risposta nel coraggio dell’editore, in entrambi i casi ci vuole consapevolezza tecnica sul proprio lavoro, intelligenza, onestà, e voglia di andare avanti. Solo dal lavoro congiunto di autore ed editore ci può essere risposta del pubblico. Sembra che io stia farneticando, vero? Siamo in Italia, lo so.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Lo studio del fumetto è sempre più diffuso; come mai, però, solamente una minima percentuale di persone raggiunge traguardi importanti, riuscendo a farne il proprio lavoro?</strong></h6>
</li>
</ul>
<div>Meno male che solo una minima parte raggiunge traguardi importanti! Cioè, voglio dire, mica tutti sono portati per fare questo lavoro. A ognuno le stesse possibilità di crescere e migliorare, ma non è matematico che tutti dobbiamo raggiungere il massimo dei risultati. Non succede nei fumetti come in qualsiasi altro lavoro. Il problema dei fumetti, rispetto ad altre professioni, è che siccome è un lavoro che tocca le corde della passione personale, molti (molti di più di quelli che potrebbero permetterselo) si “illudono” di poter fare questo mestiere (solo, appunto, perché “appassionati” ad esso). Non è così. Per fare i disegnatori di fumetti ci vuole impegno, costanza, sacrificio, fatica e tanti altri “talenti” innati. Solo perché amiamo questo medium non significa che siamo in grado di lavorarci.</div>
<h6 style="text-align: center;"><em>Perché sottolineo con questa “freddezza” questo argomento?</em></h6>
<div>Perché, ahimè, la “selezione naturale” non funziona molto bene, anzi, per via della maggior parte degli editori-pagliacci che operano nel settore (italiano soprattutto) chi dovrebbe essere “tecnicamente e oggettivamente espulso” dal mercato, riesce a “sopravvivere”, in nome del “risparmio”. Capita, cioè, che molti editori pur di pubblicare libri, giochino “al ribasso” con i pagamenti accettando di lavorare con persone che non sanno tecnicamente fare questo mestiere che, di contro, pur di pubblicare un libro, per la felicità di mamma e papà, sono contenti di lavorare gratuitamente rovinando il mercato.</div>
<p>Ripeto, è giusto che tutti ci provino e abbiano le stesse possibilità degli altri, ma sarebbe altrettanto giusto che chi non sa, non faccia.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Come mai rispetto ad altre nazioni, in Italia, il mercato del fumetto sembra essere così di nicchia e chiuso a nuove idee?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>La risposta è molto semplice: in tutte le professioni, in tutti i sistemi, è “chi ha i soldi” che decide e guida il mercato. In Italia, sappiamo, gli editori che hanno i soldi si contano sulle dita di una mano, per cui se c’è problema di innovazione, o di “nicchia” è colpa di chi sta “ai posti di comando”. Punto.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Quanto incide essere italiani nel nostro percorso di formazione come fumettisti? mi spiego meglio: ci sono dei vincoli mentali che la nostra cultura, un po&#8217; retrò per certi versi, ci impone?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Non credo esistano limiti mentali imposti. Gli unici limiti che ti imponi sono quelli che usi per conformarti ad un “certo modo di fare”, per riuscire a guadagnare i soldi per l’affitto. Ma se hai voglia di combattere e scegliere altre strade, nessuno te lo vieta. Ci mancherebbe anche altro!</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Domanda di rito: quali sono stati i tuoi riferimenti nel percorso da fumettista?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>“Il mio riferimento” è sempre stata la realtà che mi circonda, per quanto riguarda il colore soprattutto. Mi viene l’orticaria a pensare di scimmiottare un altro disegnatore o studiare uno stile già ben codificato. È per questo che i miei fumetti sono sempre pieni di errori. Ovviamente considero Moebius il maestro di tutti noi, ed è l’unico disegnatore che mi lascia senza fiato, ma proprio per questo, anche in questo caso, non riesco a “studiarlo”, forse per il troppo rispetto che ho nei suoi confronti. Lo guardo come un dio e lo prego, ma non oso capirlo. <em>Si, sono pazzo.</em></p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Quando hai capito che saresti diventato un fumettista?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Quando a 19 anni mi iscrissi a giurisprudenza. Mi venne il terrore di diventare un vecchio avvocato ricurvo sulle scartoffie, e quindi decisi di diventare un vecchio disegnatore ricurvo (e povero) sul tavolo da disegno. Se fossi diventato avvocato, probabilmente a quest’ora non sarei ricurvo, e avrei tanti soldi.</p>
<ul>
<li>
<h6><strong> Ci spiegheresti a grandi linee qual è il tuo iter creativo dall&#8217;idea alla tavola definitiva?</strong></h6>
</li>
</ul>
<p>Quando devo disegnare una tavola sto per il primo paio d’ore a soffrire, piangere e disperarmi, di non aver chiaro lo stile con cui voglio affrontarla. Poi mi metto a disegnare con una matita grassa le forme, cercando di definirle il meglio possibile. Gomma pane e ripulisco il disegno (molte volte mi fermo a questo punto, e poi comincio a colorare). Nel caso di fumetti più puliti (come DEI) vado al tavolo luminoso, traccio la tavola con una matita blu, e poi la ripasso in nero, e poi la coloro. Però appunto, gli approcci sono sempre, più o meno, differenti, quindi diciamo che l’iter “basico” è sempre quello di lavorare tanto precedentemente per studiare nel modo più preciso possibile lo stile con cui voglio affrontare il fumetto (prove di personaggi e ambienti), e poi è tutto un pianto e un mal di schiena!</p>
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</strong></h6>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-649 size-full" title="Tenderini" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-05-a-17.16.46.png" alt="Emanuele_Tenderini" width="380" height="524" border="1" srcset="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-05-a-17.16.46.png 380w, https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-05-a-17.16.46-217x300.png 217w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-emanuele-tenderini/">Intervista a Emanuele Tenderini</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
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		<title>Intervista a Matteo Gherardi</title>
		<link>https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-matteo-gherardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Fabbrica dei Sogni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio articoli]]></category>
		<category><![CDATA[interviste creative]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa video intervista, Matteo Gherardi risponde ad alcune nostre curiosità tecniche sulla professione del fumettista</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-matteo-gherardi/">Intervista a Matteo Gherardi</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Seduti al bar di un centro commerciale a Roma, <a href="http://www.ghstoryboards.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Matteo Gherardi</strong></a>, intervistato da La Fabbrica dei Sogni, dispensa preziosi consigli a chi vuole approcciare al mondo del fumetto. Infatti, nonostante la giovane età, Matteo Gherardi ha già una meritevole carriera alle spalle:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>Ha lavorato agli spinoff della famosa serie tv &#8220;Buffy, l&#8217;ammazzavampiri&#8221;</li>
<li>Lavorato alla serie a fumetti &#8220;Ghost Whisperer&#8221;</li>
<li>Insegnato presso la Scuola Internazionale di Comics</li>
<li>E collaborato alla realizzazione degli storyboard per il film Watchmen</li>
</ul>
<p><span id="more-520"></span></p>
<h6 style="text-align: left;"><em>Per chi volesse saperne di più, può consultare il suo sito -&gt; http://www.gherart.com/it</em></h6>
<p style="text-align: left;">_________________________________</p>
<p style="text-align: left;"><em>L&#8217;intervista video è stata suddivisa in capitoli per facilitarne la navigazione  nei contenuti! BUONA VISIONE</em></p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/A9wy_wOkDG0" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/category/interviste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Clicca qui per scoprire le nostre altre interviste creative!</strong></a></p>
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		<title>Mondo Disney: intervista a Giada Perissinotto</title>
		<link>https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-giada-perissinotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Fabbrica dei Sogni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio articoli]]></category>
		<category><![CDATA[interviste creative]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fumettista/illustratrice Giada Perissinotto ci parla della sua esperienza professionale nel mondo editoriale di Disney Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-giada-perissinotto/">Mondo Disney: intervista a Giada Perissinotto</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buona sera a tutti! In questo post della rubrica <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/category/interviste/"><strong>creatività e interviste</strong></a> ci spostiamo dal fumetto francese dell&#8217;intervista precedente al mondo Disney.<br />
Siamo infatti qui a fare due chiacchiere con <a href="https://www.facebook.com/giada.perissinotto" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Giada Perissinotto</strong></a>.<br />
Giada, formata alla  Scuola Disney, a partire del 2001 collabora con la Disney Italia.<br />
Crea singole illustrazioni e dal 2002 anche storie complete per la rivista W.I.T.C.H.<br />
<span id="more-502"></span><br />
Sempre per la Disney Italia ha disegnato storie a fumetti di Paperino Paperotto pubblicate sulla rivista Topolino e alcuni albi della rivista PK-Pikappa.<br />
Dal 2007 ha inoltre illustrato alcuni albi del fumetto Angel&#8217;s Friends, edito dalla casa editrice PLAY PRESS.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /></strong><strong>1. Quando è nata la tua passione per i fumetti?</strong></h6>
<p>La passione per i fumetti l&#8217;ho sempre avuta ,fin da piccola ,compravo fumetti di tutti i tipi in edicola da Topolino a Candy Candy ,Linux etc.Poi a scuola disegnavo  storie inventate per le mie amiche.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 2. Qual è la tua giornata tipo?</strong></h6>
<p>Beh ,mi sveglio la mattina e mi ci vuole almeno un&#8217;ora per capire che ci faccio a questo mondo,poi mi siedo al tavolo e lavoro tutto il giorno facendo una pausa almeno ogni ora.Di solito preferisco lavorare ai clean up di mattina perchè è un lavoro più meccanico mentre la parte creativa la riservo per il pomeriggio che sono più attiva.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 3. Qual è stata la tua esperienza lavorativa più gratificante?</strong></h6>
<p>L&#8217;esperienza lavorativa più gratificante ….uhm..ne ho avute molte ,ma sicuramente è quando mi son trovata a lavorare alla creazione di un mondo,per esempio quando ho lavorato alla creazione di Angel&#8217;s friends(la prima versione) edizioni play press dove ho curato il character design o quando ho partecipato alla creazione di “Fairies” fumetto per la Walt Disney Italia dove mi son trovata a sperimentare una marea di stili diversi..</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 4. In che modo si arriva a lavorare per la Disney Italia?</strong></h6>
<p>Beh,anni fa per poter lavorare per la Walt Diney Italia  bisognava per forza frequentare i corso l&#8217;Accademia Disney a Milano,dove insegnavano il tratto disneiano.Quando inviai il mio materiale all&#8217;epoca i corsi erano stati interrotti,gli piacquero molto i miei lavori ed entrai a lavorare direttamente.Ora a quanto ne so io ,i corsi non ci sono più,rimane solo da provare ad inviare i propri lavori.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 5. Che consiglio dai a chi ambisce a questo traguardo (lavorare per la Disney Italia)?</strong></h6>
<p>Per poter lavorare alla Disney Italia non credo serva per forza un “tratto disneiano” nel senso biblico. Bisogna saper  trasmettere con il proprio segno lo SPIRITO disneiano. Occorre saper ricreare le atmosfere, la fiaba, le sue dinamiche, la sua espressività. Poi dipende dove desideri lavorare! Se vuoi lavorare  per Topolino o per il licensing, per esempio, devi sapere conoscere assolutamente i modelli classici.<br />
Comunque consiglio di preparare un book sia con tavole e studi di personaggi Disney e sia lavori propri.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 6. Come mai nonostante il continuo restyling e ammodernamento della Disney, lo stile classico e fiabesco delle principesse rimane il favorito per la maggior parte del pubblico?</strong></h6>
<p>Perché secondo me Disney è proprio questo: fiaba e magia.<br />
Lo stile classico dei personaggi e dei film di una volta è e rimarrà sempre, almeno secondo me, l&#8217;unico in grado di trasmettere il cuore dello spirito disneyano.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 7. Data la tua esperienza al WITCH magazine, quali sono secondo te i punti di forza che valorizzano le streghette?</strong></h6>
<p>Oltre al meraviglioso tratto grafico, credo che il suo punto di forza sia quello di saper trasmettere la vita di ragazzine adolescenti: tutte diverse, con i loro problemi e la loro vita quotidiana, l&#8217;amicizia  e il senso di appartenenza ad un gruppo che le lega che le rende forti. Amicizia e magia secondo me sono i punti forti.</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 8. In quale personaggio della Disney ti identifichi maggiormente e perché?</strong></h6>
<p>Uh&#8230;ce ne sono tanti :)) dipende dai periodi, eheheh. Ma se dovessi sceglierne uno su tutti direi Amelia la fattucchiera! Mi diverte un mondo disegnarla e siamo accumunate dalla passione per la magia! L&#8217;altro personaggio invece in cui mi rispecchio caratterialmente è Will delle Witch. Siamo anche accomunate dallo stesso segno!</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 9. Quali sono i tuoi autori preferiti?</strong></h6>
<p>Ormai da anni lavoro così tanto che non riesco a stare al passo con autori e fumetti nuovi. Ce ne sono tanti  bravissimi che mi interessano ma non ricordo i nomi. Sicuramente Moebius, Liberatore, Mastantuono, Cavazzano, Barbucci, Perez, Glen Kean sono tra gli autori che apprezzo di più. Adoro anche alcuni autori giapponesi senza tempo come Miyazaki: ho tutti i suoi film,non c&#8217;è nessuno come lui!</p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6050" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2013/05/purple.gif" alt="purple" width="22" height="21" /> 10. Lasceresti una dedica ai fan de &#8220;La Fabbrica dei Sogni&#8221;?</strong></h6>
<p><figure id="attachment_6055" aria-describedby="caption-attachment-6055" style="width: 543px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6055 size-full" title="Will_witch" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/02/will.jpg" alt="Will_Witch" width="543" height="780" srcset="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/02/will.jpg 543w, https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2012/02/will-209x300.jpg 209w" sizes="auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px" /><figcaption id="caption-attachment-6055" class="wp-caption-text">Will_Witch</figcaption></figure></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-giada-perissinotto/">Mondo Disney: intervista a Giada Perissinotto</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
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		<title>intervista a Saverio Tenuta</title>
		<link>https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-saverio-tenuta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Fabbrica dei Sogni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio articoli]]></category>
		<category><![CDATA[interviste creative]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fumettista Saverio Tenuta, fondatore del Daisho Studio, risponde ad alcune domande inerenti alla sua esperienza nel mondo del fumetto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:78px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">La Fabbrica dei Sogni apre una nuova sezione dedicata alle interviste&#8230;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;apertura col botto dato che il primo a sottoporsi alle nostre domande è il fumettista Saverio Tenuta.&nbsp;Per chi fosse nuovo del settore o semplicemente vivesse su un altro pianeta deserto di una costellazione&nbsp;lontana di una galassia imprecisata di un universo parallelo, spenderemo due parole di presentazione sull&#8217;autore&nbsp;e sul suo bagaglio d&#8217;esperienza:</p>



<span id="more-366"></span>



<h4 class="wp-block-heading">Ma chi è Saverio Tenuta?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Saverio Tenuta, nato nel 1969 e diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Roma,&nbsp;è entrato nel mondo del fumetto pubblicando inizialmente qualche breve storia presso degli editori italiani. Dal 1995,&nbsp;collabora sempre più attivamente a delle pubblicazioni con delle case editrici americane :&nbsp;Event, Sirius, la revue Heavy Metal, la DC Comics.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2005,la Francia diventa la sua casa madre ed inizia una collaborazione con la casa editrice &#8220;Les Humanoïdes Associés&#8221; con la quale da vita alla &#8220;Légende des nuées écarlates&#8221; (qui in Italia uscito come &#8220;La leggenda delle nubi Scarlatte&#8221;) dove sullo sfondo del giappone feudale si snoda un avvincente ed epica saga giunta al momento al suo quarto volume.Inoltre dal 1993 Saverio Tenuta insegna fumetto e arti figurative presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma fino al 2009.&nbsp;Dal 2010 fonda un suo studio: il Daisho Studio, nel quale guida gli allievi con una formazione completa e attenta (nda).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Passiamo quindi alle domande che, speriamo, appaghino le vostre curiosità.</strong></h3>



<h4 class="wp-block-heading">1) Quando è nata la passione per i fumetti?</h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Già da molto piccolo, prima ancora di imparare a leggere passavo interi pomeriggi ad osservare le figure degli albi a fumetti (normalmente ere topolino). In seguito, grazie a mio nonno, passai a qualcosa di più forte, i supereroi della Marvel e Dc. Quando ero da lui, ogni tanto uscivamo per passare in edicola, poi a casa cercavo di riprodurre le storie dei fumetti acquistati utilizzando pongo e plastilina. Probabilmente i fumetti sono diventati la mia passione perchè in qualche modo ho avuto un inprinting felice su di essi in tenera età.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>2) Qual è il tuo genere preferito e qual è quello in cui ti identifichi?</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Leggere una storia di fantascienza è sicuramente per me fonte di gioia e gaudio (ride). A parte gli scherzi&#8230; è vero, un fucile fotonico, un androide con crisi esistenziali, un raggio blu balenare davanti alle porte di Tannoiser sono elementi di un immaginario per me molto esaltante.<br>
Invece, riguardo ciò in cui mi sento più a mio agio potrei dire il Fantasy. Il mio segno stilistico probabilmente si adatta maggiormente a questo genere in merito al quale ho disegnato molte storie. Rimane comunque il fatto che nel mio cassetto segreto ho molti soggetti di fantascienza che nel prossimo futuro vorrei disegnare.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>3) Dall&#8217;idea al progetto: qual è il tuo iter creativo?&nbsp;</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">HA HA HA HA !!! &#8230; Non so che risponderti.<br>
Nel senso&#8230; Non credo di aver mai trovato il metodo ideale da seguire. Le mie storie hanno bisogno di tempo per macerare e evolversi. Spesso rompo le scatole ai miei amici raccontandogli le mie idee. Non lo faccio aspettandomi che qualcuno mi risolva il plot o la storia che racconto loro, lo faccio perchè spiegare le cose a qualcun&#8217;altro le rende più chiare anche a me. Tramite schizzi e disegni realizzati in maniera molto libera cerco di dare vita ai personaggi e ambienti. Solo quando ritengo di aver buttato giù un bel po di idee prendo le redini razionali della faccenda e ci metto testa e logica. A quel punto inizio a scrivere una scaletta della storia in maniera molto dettagliata.</p>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">In questa fase creativa divento piuttosto intrattabile perchè far quadrare tutto non è semplice. In ogni caso una scaletta dettagliata della storia che sia ferrea e coerente nelle sequenze, ricca di idee e soluzioni gustose per il lettore e che crei situazioni&nbsp; drammatiche ed emozionanti è la base di un lavoro valido. Quando ritengo di aver trovato la scaletta giusta mi sento come se fossi già a 3\4 dell&#8217;opera ed il resto è in discesa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>4) Tra mercato francese e mercato americano, quale ti ha consentito una maggiore libertà d&#8217;espressione?</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Potrei semplicemente risponderti &#8220;il mercato francese&#8221; ma devo considerare che quando ho lavorato per gli Stati Uniti ero più giovane, inesperto ed arrogante. Diciamo che alla fine entrambi i mercati mi hanno dato la possibilità di esprimere il mio immaginario ma ho ricevuto un maggior riscontro di pubblico in Francia dove attualmente mi sento più a mio agio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>5) Un consiglio per chi vuole approcciarsi al mondo del fumetto</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Non saprei proprio che consiglio dare. Quando ero piccolo decisi di voler disegnare fumetti e l&#8217;ho fatto. Magari ho sempre puntato in alto e quindi non mi sono mai perso a cercare scorciatoie o mezzucci. Ho sempre spinto in avanti come un caterpillar e a forza di craniate eccomi quì.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>6)</strong> <strong>Quali sono stati i tuoi primi autori di riferimento?</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Quelli sbagliati, quelli delle craniate di cui sopra. Richard Corben penso fu il mio riferimento maggiore in gioventù. Corben è un Mito e chi non lo pensa è una defecazione di paguro(ride di nuovo ancora).</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>7) Dal tuo grande lavoro &#8220;La leggenda delle nubi scarlatte&#8221; si evince la passione per il Giappone. Cosa ti ha colpito di più della sua cultura?</strong></h4>



<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph">Una cosa che ho capito di me è che sono attratto dai contrasti. I contrasti creano conflitti ma anche accordi bellissimi. Il Giappone è pieno di contrasti, partendo dalle sue tradizioni che continuano a vivere con forza all&#8217;interno di un paese moderno ed industrializzato. Non voglio polemizzare, ma è interessante considerare che ad esempio é il primo paese che parla di problemi di carattere ambientale ma è anche il paese dove la caccia alle balene è ancora legale. I Samurai stessi vedevano poesia nella guerra e quando sei nella caotica Tokyo basta girare un angolo ed entrare in un tempio per trovare un silenzio irreale. Come non potevo innamorarmi di questo Paese?</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="663" src="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sav1.jpg" alt="sav1" class="wp-image-373" title="saveriotenuta" srcset="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sav1.jpg 500w, https://www.lafabbricadeisogniweb.it/wp-content/uploads/2011/11/sav1-226x300.jpg 226w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it/intervista-a-saverio-tenuta/">intervista a Saverio Tenuta</a> proviene da <a href="https://www.lafabbricadeisogniweb.it">La Fabbrica dei Sogni - disegno e illustrazione</a>.</p>
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