La Rocchetta Mattei illustrata

Era il 2021.
Durante un caldo martedì di maggio, cercando una méta per il weekend, mi sono imbattuta in un sito che menzionava i 10 posti più interessanti da visitare nei dintorni di Bologna.
Ho cliccato sul link e, scrollando la pagina, sono rimasta affascinata dall’immagine di un incredibile castello dall’atmosfera esotica.

La Rocchetta Mattei

“Rocchetta Mattei” riportava la didascalia.
Curiosa di saperne di più ho avviato una ricerca raccogliendo testi, immagini e video che poi ho accuratamente selezionato e salvato tra i segnalibri del browser.
Ero così ispirata dalla bellezza della struttura e dalla varietà di stili che caratterizzavano il castello che ho preso subito la tavoletta grafica e ho iniziato a realizzare uno sketch ispirato proprio alla Rocchetta Mattei.
Da questa idea è nata lei:

Rocchetta Mattei illustrata

Questa illustrazione, quindi, nasce prima di aver avuto la possibilità di visitare personalmente la Rocchetta. La composizione e gli elementi raffigurati si basano esclusivamente sulle foto che ho avuto modo di raccogliere online e sulle sensazioni che ho percepito a caldo guardando questi scatti.

Ho immaginato la Rocchetta come una giovane donna vestita degli elementi architettonici e decorativi che caratterizzano il castello.
La donna, quasi danzando, apre un braccio verso il cielo e accoglie il sole che illumina le colline.
Il contesto di sfondo è quello del verde, della natura, da cui emerge una figura colorata e dinamica che spezza il ritmo delle montagne.

All’epoca non lo sapevo, ma questa illustrazione sarebbe stato il primo passo di una splendida avventura illustrata.

Come ho illustrato la Rocchetta Mattei

Dopo aver visitato la Rocchetta Mattei, mi sono resa conto che ogni ambiente aveva il suo stile, il suo carattere unico e la sua personalità. Ho pensato quindi che sarebbe stato bello ampliare il progetto, valutando la creazione di un’illustrazione per ciascuno degli ambienti del castello.
Come risulterebbe ogni ambiente se fosse una persona?

Il Cortile Centrale

Ho immaginato il Cortile Centrale come un’anziana donna.
Sospeso tra le mani fluttua un elemento rosso che ricorda un ingranaggio; questo elemento lo ritroviamo al centro delle decorazioni sulla porta che conduce proprio al cortile centrale della Rocchetta Mattei.
Le porte, simbolicamente, rappresentano il passaggio e, quindi, il cambiamento; ho immaginato la donna come la guardiana di questo passaggio che ne detiene consapevolmente il potere trasformativo.

L’ombra che si staglia sul giardino ha la forma di un’altra grande porta in stile orientale.
Qui l’idea della magia si concretizza proprio perché nell’ombra si materializza un cielo stellato e, quasi tono su tono, possiamo percepire la silhouette della donna che ci invita ad entrare.

La Sala dei Novanta

Rocchetta Mattei - La Sala dei Novanta



Appena entrata nella Sala dei Novanta, ho notato subito la vetrata colorata col volto di un uomo: si tratta del conte Cesarei Mattei, il primo proprietario della Rocchetta Mattei.
Osservandolo, ho capito subito quale personaggio avrebbe rappresentato al meglio la Sala dei Novanta.

Anche qui, come per il cortile centrale, mi sono ricollegata al concetto di accoglienza; d’altronde la Sala dei Novanta è la prima sala interna che si visita esplorando il castello.
Ecco quindi che il conte scende da un’improbabile scalinata composta da alti gradini per accogliere i suoi ospiti e dare loro il benvenuto.

Tutti gli elementi della stanza sono combinati in questa illustrazione con la finalità di creare un’atmosfera surreale dove ciò che sembra plausibile si fonde con una nuova idea di realtà.

La Cappella

Rocchetta Mattei - La Cappella

La Cappella è forse l’ambiente in cui si respira di più la magia della Rocchetta Mattei.
In questa illustrazione ho giocato molto con i contrasti tra il nero e il bianco della stanza.
La stessa posa della donna richiama le forme degli archi sia con le braccia sia con la gamba. Anche i capelli richiamano gli archi e, per esasperare questa idea di sovrapposizione, ho aggiunto questi elementi architettonici sulle braccia.

Sicuramente contribuiscono al dinamismo dell’immagine anche la scelta della lunga gonna nera con righe bianche in contrasto con la calza bianca con le righe nere.
Lungo la gonna scendono i fiori costituiti dalle mattonelle; l’altra decorazione floreale diventa un fermaglio per i capelli.

Il cielo stellato dell’abside è richiamato sulla maglia e crea un elemento di rottura tra le linee bianche e nere degli archi.

La Sala della Pace

Rocchetta Mattei - la Sala della Pace

La Sala della Pace mi ha catturata con quel richiamo allo stile liberty ricorrente nella Rocchetta Mattei.
Entrando qui per la prima volta, sono rimasta affascinata dalle ampie vetrate che rendono la stanza estremamente luminosa.

Quando ho iniziato a ragionare su come illustrarla sotto forma di personaggio, ho pensato fosse interessante stravolgere tutto e rendere ogni cosa il contrario di se stessa con lo scopo di evidenziarla.
Così il lampadario di alabastro, che si colloca alto e imponente al centro della stanza, diventa un piedistallo per il personaggio. Le piccole decorazioni sulla tappezzeria di seta vengono messe in evidenza assumendo un ruolo di centralità rispetto alla scena.
E, infine, il paesaggio che si intravede dalle ampie finestre diventa un elemento di contorno, creando una linea obliqua immaginaria che evidenzia ulteriormente il personaggio.

Il cortile dei leoni

Rocchetta Mattei - Il Cortile dei Leoni

Appena ti trovi davanti il Cortile dei Leoni, salta subito all’occhio la maestosa fontana in pietra.
Ci sono poi gli archi con un inconfondibile stile moresco e le piastrelle sivigliane che impreziosiscono lo spazio.
Ho immaginato questo ambiente come una donna, una giovane donna protetta e sorretta dai suoi leoni di pietra.
Dalla posizione del braccio, con la mano che poggia sul petto, ho voluto trasmettere la sensazione che stringesse a sé qualcosa di prezioso.

Gli elementi delle mattonelle decorano un’ampia gonna a campana e i dettagli degli archi formano un elemento a rilievo sulla maglia.

La Sala della Musica

Rocchetta Mattei - La Sala della Musica


La prima volta che ho visitato la Rocchetta Mattei non ho avuto il piacere di esplorare questa sala in quanto, in quel periodo, era chiusa per lavori.
Mi sono rifatta al secondo giro e, a colpo d’occhio, ne ho apprezzato subito i colori: una predominanza di verde che si apre tra decorazioni di stampo Liberty.
Questa scelta stilistica ha contribuito a definire il mio personaggio: un direttore d’orchestra che dirige la sinfonia degli strumenti musicali.
Come già anticipato, il verde domina la scena e, per creare contrasto, ho richiamato i colori dell’elemento centrale sul soffitto per i pantaloni del personaggio.

Gli strumenti musicali sembrano animarsi al ritmo della loro stessa musica, aprendosi in un movimento che segue un’immaginaria linea curva e rendendo l’idea di un armonioso movimento di danza.

La Sala Rossa

Rocchetta Mattei - La Sala Rossa

La sala rossa è l’ultima stanza che ho raffigurato ma anche una di quelle che ho amato di più.
In questa stanza è conservato l’Orchestrion, un antico strumento musicale capace di produrre il suono di un’intera orchestra.
Siccome si ipotizza che questa stanza fosse lo studio del conte, ho focalizzato l’attenzione su 2 elementi: lo studio per l’appunto, simboleggiato da 2 personaggi che tengono tra le mani un foglio e una pergamena arrotolata e l’Orchestrion.
Notiamo che i due personaggi sono identici, gemelli, e la manovella dietro la schiena li contestualizza come fossero elementi di scena.

Nel complesso l’immagine, volutamente speculare, smorza il senso di staticità attraverso questi elementi ricurvi che girano intorno alla stanza. Anche il pavimento segue un movimento ondulatorio creando un effetto di rotondità come se fossimo all’interno di un carillon.


Se questo viaggio illustrato ti è piaciuto e vuoi saperne di più, qui sul mio sito personale trovi il progetto dedicato con alcune foto dell’evento che ho organizzato per Rocchetta Mattei!
Di seguito trovi anche il reel con un breve riassunto (meno di un minuto) dell’iter creativo.

Ci vediamo al prossimo viaggio illustrato!

Alessandra Loreti

Grafica, illustratrice, appassionata di life coaching e formazione, amo tutto ciò che sia attinente al mondo dell’arte e della comunicazione.
Ho ideato lo smile book per la rivista Cioè (Panini), collaborato ad una pubblicazione edita IED sulla quarantena e partecipato al Premio Vittorio Sgarbi nel 2021. E sempre nel 2021 ho collaborato anche come illustratrice con il magazine online GreenMe.