Recanati è la patria dello scrittore ottocentesco Giacomo Leopardi, autore della celebre opera “L’infinito”.
Etichettato e archiviato dai libri di scuola come “pessimista cosmico”, la sua storia scorre brevemente tra le pagine di un capitolo.
Nonostante fosse un artista a tutto tondo, dotato di un’intelligenza invidiabile, il povero Leopardi ha trovato solo in parte il riconoscimento che lui stesso avrebbe voluto per sé prima della morte.
Eppure di cose da dire su quest’uomo ce ne sarebbero tante.
Io stessa ho avuto modo di rivalutarlo dopo un weekend nelle Marche con tappa a Recanati. A dimostrare la gradezza di questo uomo c’è la vicinanza del popolo recanatese che, dopo oltre 180 anni dalla sua morte, respira ancora forte la sua presenza.
Gli abitanti di Recanati sono così legati alla figura di Leopardi da aver creato un percorso creativo che conduce dal cuore del borgo fino alle mura. Ogni attività commerciale, infatti, riporta al suo esterno una tela che la simboleggia recitando un passo dell’infinito e riportando il classico simbolo dell’8 rovesciato.

Per il panificio un infinito fatto di spighe, per il negozio di abbigliamento un infinito di jeans, per il negozio di gadget creativi una serie di cubi in legno…
Quando le immagini trasformano il modo di abitare un luogo
Riguardando oggi queste fotografie, mi accorgo che questo viaggio a Recanati raccontava già una domanda che negli anni è diventata centrale nel mio lavoro.
Cosa succede quando immagini, materiali e interventi creativi non servono solo a decorare uno spazio, ma a renderlo più leggibile, più umano, più facile da ricordare?
A Recanati ho trovato la risposta.









L’“Infinito” non rimane chiuso dentro un libro o una targa commemorativa: attraversa il paese, entra nelle vetrine, prende forma attraverso oggetti, texture e interpretazioni diverse. Ogni attività diventa parte di una narrazione collettiva.
Ed è proprio questo che oggi mi interessa esplorare attraverso l’illustrazione e la progettazione visiva: creare immagini che possano diventare strumenti per entrare in relazione con luoghi, storie e persone.
→ Vetrine illustrate
→ Viaggi illustrati
→ Progetti sul territorio
Negli ultimi anni questo interesse è diventato parte del mio percorso e dei contenuti che condivido anche su La Fabbrica dei Sogni, tra progetti illustrati, riflessioni sul ruolo delle immagini e percorsi dedicati a chi vuole lavorare nel settore creativo.

Se ti incuriosisce il modo in cui immagini, luoghi e narrazione possono trasformare un’esperienza, trovi altri progetti e riflessioni qui:
L’infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Le parole di Giacomo riecheggiano immortali dentro e fuori le mura di Recanati, dando voce non solo al poeta ma a tutto il piccolo borgo che ha ritrovato nei versi motivo d’orgoglio e gratificazione.
I colori delle tele che illuminano il borgo sono la manifestazione di una creatività che ha trovato nuovi canali di espressione come spunto di ingegno e riflessione oltre i preconcetti di uno scontato (e sopravvalutato) pessimismo.