

A volte, al risveglio, un sogno resta con noi.
Può essere una scena molto chiara, una persona, un luogo oppure soltanto una sensazione difficile da spiegare.
Dopo pochi minuti, però, immagini e dettagli iniziano a scomparire...
Disegnare i sogni può essere un modo per fermare ciò che ricordiamo e trasformarlo in qualcosa di visibile. Puoi raccogliere le immagini che sono rimaste, osservare le emozioni che hanno lasciato e utilizzarle come punto di partenza per creare.
Disegnare i sogni: da dove cominciare
Il ricordo di un sogno può presentarsi in modi diversi.
A volte ricordi una scena completa, con luoghi, personaggi e azioni precise.
Altre volte rimangono soltanto frammenti: una casa, una luce, un volto oppure una sensazione di paura, sollievo o malinconia.
Per questo possiamo partire da due situazioni: un sogno abbastanza chiaro e dettagliato oppure un sogno vago, del quale restano soltanto alcune immagini o emozioni.
Quando ricordi bene il sogno
Per il primo esercizio ho preso come riferimento un sogno raccontato da Cassandra, protagonista del mio romanzo Quel desiderio che sa di cielo.
Nel sogno la ragazza si trova sola in un bosco. Cerca di parlare, ma nessuno riesce a sentirla. Attraversa una folla di persone che sembrano non accorgersi della sua presenza, finché incontra qualcuno capace di vederla. Proprio quando prova a raggiungerlo, il rumore e la confusione tornano a soffocarla.
In una scena simile ci sono molti elementi, ma non è necessario rappresentarli tutti.
Di seguito uno stralcio di testo dal libro:
Ero in un bosco, sola, mi ero persa e cercavo aiuto; correvo e volevo gridare, ma dalla mia bocca non usciva un suono. Improvvisamente sento delle voci e mi dirigo verso la loro direzione.
Vedo una folla di persone che non conosco, mi avvicino. Loro sembrano non notarmi; continuo ad avvicinarmi.
Ora scorgo, tra i volti sconosciuti, quello di Andrea; mi si stringe il cuore.
Mi avvicino un po’, ma non mi vede, è intento a parlare con una ragazza che non riesco ad identificare.
C’è anche Alex e il suo gruppo di amici; gli faccio un cenno con la mano, ma non si accorge della mia presenza.Procedo, muovendomi in silenzio tra le sagome di perfetti sconosciuti.
Quando lo sconforto raggiunge l’apice vedo davanti a me, in mezzo alla folla, un ragazzo che mi sembra di riconoscere. È Marco, il ragazzo del ristorante giapponese.
Lui mi guarda, riesce a vedermi, mi sorride. Io finalmente riesco a parlare; mi muovo verso di lui con passo deciso, ma improvvisamente le persone intorno a me mi notano. Mi vengono incontro, mi si parano davanti, parlando a voce alta e sovrastando la mia; non riesco più a vedere Marco e, tutto quello che posso fare, è coprirmi le orecchie con le mani per attutire il rumore che diventa via via insostenibile.
Quindi mi sono svegliata di soprassalto, con il cuore all’impazzata ed una sgradevole sensazione di soffocamento.
Quel desiderio che sa di cielo
Scegli le parole chiave
- Fermiamo l’immagine del sogno attraverso alcune parole chiave:
Bosco
Smarrimento
Speranza
Soffocamento
Ora sintetizziamo immagini, idee e sensazioni in un unico sketch veloce.
Non preoccuparti ancora della precisione. Cerca piuttosto di capire:
- quale sarà il soggetto principale;
- quali elementi resteranno sullo sfondo;
- da quale punto di vista vuoi osservare la scena;
- quale emozione dovrà emergere;
- quali parti possono essere ingrandite, deformate o semplificate.
Puoi rappresentare il sogno in modo realistico oppure lasciarti guidare dalle sensazioni.

Ripassa e aggiungi il colore
Quando la composizione ti convince, puoi definire meglio le linee e iniziare a lavorare sul colore.
La scelta cromatica non deve necessariamente rispettare la realtà.
Puoi utilizzare colori scuri per creare tensione, tonalità pallide per rendere la scena distante oppure un unico colore acceso per attirare l’attenzione su un elemento importante.
Anche lasciare alcune parti senza colore può contribuire all’atmosfera del disegno.


Quando il ricordo del sogno è vago
Non sempre rimane una storia completa.
Può capitare di ricordare soltanto tre elementi, per esempio:
- una casa;
- la notte;
- una luce.
Anche questi frammenti sono sufficienti per iniziare.
Appena ti svegli, annota o disegna rapidamente tutto ciò che ricordi, senza cercare di renderlo ordinato.
Puoi usare parole, simboli, piccoli schizzi oppure macchie di colore.
Parti dall’emozione
Quando le immagini sono poche, l’emozione può diventare il vero punto di partenza.
Chiediti:
- che sensazione mi ha lasciato il sogno?
- il luogo sembrava accogliente oppure minaccioso?
- mi sentivo curioso, impaurito, tranquillo o confuso?
- l’immagine era luminosa o scura?
- percepivo silenzio oppure rumore?
Se una casa ti ha lasciato una sensazione di angoscia, puoi disegnarla dal basso per farla sembrare più grande e imponente.
Se invece la ricordi come un luogo rassicurante, puoi utilizzare linee morbide, una luce calda e un punto di vista più vicino.

Crea un piccolo diario dei sogni illustrato
Puoi tenere accanto al letto un quaderno e utilizzarlo ogni volta che al risveglio rimane qualcosa.
Puoi raccogliere:
- una frase;
- delle parole;
- una forma;
- un colore;
- un piccolo disegno;
- la sensazione principale.
In seguito potrai riprendere questi appunti e trasformarli in immagini più complete.
Con il tempo, il quaderno diventerà un archivio di luoghi, personaggi e atmosfere nati durante la notte.
Di seguito un breve video con gli step by step di entrambi i sogni!
Disegnare i sogni significa lavorare con immagini incomplete, ricordi che cambiano e sensazioni difficili da tradurre.
Ed è proprio questa incertezza a rendere l’attività interessante.
Non devi trovare una spiegazione definitiva. Puoi osservare ciò che è rimasto, dargli una forma e lasciare che il disegno racconti qualcosa che le parole, da sole, avrebbero fatto più fatica a trattenere.
Abbiamo una community creativa con cui sperimentiamo insieme con il disegno creativo.
