Disegnare il mare è uno degli esercizi più impegnativi affrontati da un artista.
La sua forma mutevole è qualcosa di inafferrabile e misterioso.
Come si può intrappolare in una linea una forme così cangiante e fluida?
Ho deciso di cimentarmi in quest’impresa!
Prima di procedere credo sia opportuno fare qualche studio in proposito.
Ecco alcune informazioni utili.
Disegnare il mare: come sono fatte le onde?
L’acqua oscilla con un movimento rotatorio e traslatorio e forma le increspature che, col vento e altri fenomeni, diventano onde vive. Le onde vive diventano poi onde di vento e infine onde vere e proprie. Oltre una certa pendenza l’onda frange.
La sommità delle onde è detta “cresta“, tra un’onda e l’altra si formano “gole” o “cavi“.
Man mano che ci si avvicina alla riva il fondale si accorcia e le onde non possono più propagarsi come in mare profondo ma crescono in ampiezza e pendenza.
Raggiunto il valore limite, si ha il frangimento, cioè il dissipamento della sua energia con la formazione di spuma. Più le onde sono ripide, più fanno spuma. Sotto l’azione del vento il mare ha forma più scomposta e regolare (mare vivo). La lunghezza ha una certa costanza, l’altezza invece varia da onda a onda, cioè le oscillazioni sono più regolari rispetto alle varie altezze.
Disegnare il mare: le reference
Adesso iniziamo!
Partiamo con alcuni esercizi di “riscaldamento”; per farlo abbiamo bisogno di ispirarci ad un artista che possa suggerirci una chiave d’accesso al disegno di questo elemento.
Su Internet Archive, un sito di risorse gratuite, ho trovato un artista giapponese dell’800, Hamonshū, che ha realizzato un intero libro di immagini dedicate alle onde del mare.
È veramente incredibile, una vera miniera di idee!
La pagina è https://archive.org/details/hamonshuy00mori.
In alcuni disegni, ritrovo i grafismi di Hokusay, ma anche uno stile contemporaneo che ricorda il fumetto o alcuni esercizi di textures e pattern in voga da qualche anno.
Ho provato a fare delle onde ispirandomi a quest’artista.

Per questi primi esercizi possiamo optare per la penna (marcatore o penna a sfera) perché questi strumenti dal tratto netto ci mostrano chiaramente le linee che tracciamo.
In questo modo possiamo dar loro una direzione e un ritmo preciso senza interruzioni.
Possiamo inoltre soffermarci sulla forme della spuma e delle goccioline in modo dettagliato, cosa che facciamo raramente quando guardiamo il mare.

Mare con la bic 
Mare con il marcatore 
Altri esempi di onde 
Work in progress
Mi viene in mente un meraviglioso disegnatore di fumetti, autore di un personaggio mitico, nel cuore di tutti: Corto Maltese. Hugo Pratt aveva un modo tutto suo di disegnare il mare, con un tratto espressionista, denso e poco modulato. Una schematizzazione estrema e molto efficace: gli bastava aggiungere un gabbiano per trasportare il lettore in luoghi esotici e lontani.
Anche questo è un esercizio utile da fare, prima a matita e poi a penna, per capire come sia possibile sintetizzare in modo così “coraggioso” quello che pittori di ogni tempo hanno dipinto con infinite pennellate.

Disegnare il mare: la matita
Adesso proviamo a tracciare un tratto di mare vivo più ampio con la matita.
La grafite è lo strumento ideale per i soggetti difficili, non solo perché si può cancellare (cosa che cerco di fare il meno possibile) ma anche perché si può modulare in mille modi.
Per il disegno a matita seguiamo questo schema:
tracciamo i contorni delle onde principali in primo piano, che sono più grandi e definite.
In lontananza tracciamo linee più chiare e fitte.
Cominciamo poi a scurire le zone in ombra con la matita messa di piatto.
In primo piano ci sono le zone più scure.
Delineamo le zone di schiuma che devono rimanere chiare. Si addensano sopra le creste delle onde. Sotto la schiuma, le ombre saranno più marcate.
Le linee delle onde seguiranno la direzione del vento, suggerendo il movimento.
Completiamo il disegno con linee curve che suggeriscano la direzione delle onde, lasciando più chiaro e sfumato in alto e più scuro in basso.
Altro esempio a matita: tracciamo le linee principali, la forma della spuma, le linee curve delle onde più ripide e scure, poi passiamo alle zone chiare con linee più fitte verso l’orizzonte.

I colori del mare
Adesso siamo pronti per passare al disegno colorato.
Le matite morbide daranno un’impronta pittorica all’illustrazione ma, al tempo stesso, renderanno l’idea di un mare “disegnato”.
Il procedimento seguirà lo schema usato per la matita ma dobbiamo tener conto che ogni zona rifletterà la luce in modo diverso e ciò influenzerà i colori.
Il colore dipende da un’infinità di fattori: profondità, colore della sabbia, atmosfera, plancton marino, altri materiali organici e inorganici presenti nell’acqua, punto di osservazione.
Il rosso e l’arancio sono colori assorbiti dalla superficie del mare, quindi spariscono dalla nostra vista mentre la lunghezza d’onda del blu e blu-violetto penetrano in profondità. Per questo più l’acqua è profonda più appare blu.
Se l’acqua è meno profonda, con altre condizioni fisiche, appaiono riflessi smeraldo e turchese. Quando il tempo è nuvoloso, il mare appare grigiastro. Se ci sono molte alghe potrebbe sembrare addirittura nero.
Nel primo esempio ho seguito lo schema per la matita.
Cominciamo delineando i contorni delle onde più pronunciate nel punto in cui si infrangono e definendo la linea dell’orizzonte. Proseguiamo colorando i punti più scuri con il blu “indigo”, un blu scuro con una sfumatura di viola, stando attenti a rispettare la direzione delle onde.
Proseguiamo con blu elettrico e poi un blu turchese sfumato riempiendo gli spazi, cercando di non sovrapporre le linee ma di accostarle alternando zone chiare e scure e tenendo conto della prospettiva. Più piccole, fitte e sottili verso l’orizzonte, più doppie in primo piano.
L’inclinazione delle curve deve suggerire un piano prospettico.
Infine coloriamo il cielo.
Vicino l’orizzonte l’azzurro vira al celeste. Bastano pochi altri tocchi per suggerire un paesaggio: un gabbiano, una vela, uno scoglio.

Il secondo esempio è un’onda che si frange sulla spiaggia. Lo schizzo iniziale deve delineare le diverse zone.

Altre tecniche
Per concludere, proviamo una tecnica mista per rappresentare un mare cristallino su un fondale di sabbia chiara. La luce si riflette creando forme scintillanti, quasi astratte.
Cominciamo delineando la forma di uno scoglio e la linea dell’orizzonte.
In primo piano tracciamo delle forme irregolari con un pastello a olio bianco. Meglio disporsi con una luce radente al foglio, altrimenti, tracciando bianco su bianco, non vedremo cosa stiamo facendo.
Passiamo un velo di acquerello azzurro-verde e… sorpresa! L’acqua non penetra nei punti coperti dal pastello a olio, e le due sostanze, acqua e olio, rimangono ben separate, così avremo i nostri bei contorni bianchi delle forme che la sabbia crea sotto l’acqua. Rifiniamo le ombre dello scoglio e quelle dell’acqua che lo lambisce, stendiamo un velo di colore appena accennato verso l’orizzonte e più intenso nella parte alta del cielo.
Per oggi abbiamo terminato.
Affronterò ancora quest’argomento, ma intanto rilancio a tutti voi la sfida: buon mare a tutti!

Disegnare il mare: dettagli con pastello a olio 
Per oggi abbiamo terminato.
Affronterò ancora quest’argomento, ma intanto rilancio a tutti voi la sfida: buon mare a tutti!
Ora tocca a te sperimentare l’articolo e disegnare il tuo mare!
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articolo di Cinzia Imparato – corsi di disegno a Modena
















Veramente utile!!!