Sole e magia alla biennale di Venezia

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Sabato scorso, sfruttando una caldissima e insolita giornata di sole, abbiamo deciso di fare una gita fuori porta.
Davanti al binomio Venezia-biennale proposto da Antonio mi sono subito entusiasmata!

Ho visitato Venezia quando avevo 10 anni e da allora non ci ho più rimesso piede; sarebbe stata un’ottima occasione per tornare! Inoltre la possibilità di visitare la biennale per la prima volta mi elettrizzava. Letteralmente!

Non sono una grande conoscitrice di arte contemporanea, ma in linea generale mi incuriosisce tutto ciò che abbia a che fare con l’estro creativo e l’interpretazione soggettiva artistica del mondo.

Quindi, meta stabilita, dovevo assolutamente saperne di più!

La prima domanda che mi sono posta è:
quanto tempo ci vuole per visitare la biennale di Venezia?
Avendo solo un giorno a disposizione ho ipotizzato che non saremmo riusciti a vedere tutta la manifestazione, ma non avevo la minima idea di quanto tempo avremmo effettivamente impiegato.
Girovagando qua e là sul web ho trovato alcune informazioni interessanti al riguardo.

La biennale di Venezia è costituita da due sedi principali, Giardini della Biennale e l’Arsenale, più ulteriori installazioni esterne sparse per la città. L’accesso all’arsenale e ai giardini richiede l’acquisto di un biglietto. Il biglietto regular ha un costo di 25 euro, ma ci sono diverse variabili in base alle specifiche esigenze dei visitatori (qui trovate tutte le informazioni).
Un paio di giorni per visitare Giardini e Arsenale sono necessari!

Le installazioni esterne invece hanno l’accesso gratuito ed è possibile girarle tutte in una giornata intera, dalla mattina al tardo pomeriggio.

Così abbiamo optato per questa seconda ipotesi che ci avrebbe permesso di girare meglio la città!

Arrivati a Venezia, ci siamo subito tuffati nel clima magico della città dell’amore (e, in questo caso, dell’arte!).

In giro per la città, i tanti colori che illuminavano le strade si palesavano come un adeguato compromesso tra tradizione e modernità.

Lo ammetto, eravamo così persi tra la magia dei canali, dei ponti, delle piccole strade strette, che solo di rado abbiamo consultato la mappa con le indicazioni sulle installazioni sparse per la città.

L’edificio che ospitava Kiribati, Seychelles e Mozambico, infatti, ci è letteralmente capitato davanti.

Non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo cosa avrei trovato all’interno, ma già nel piccolo giardino antecedente l’ingresso ero rimasta incantata a fissare l’albero, da cui scendevano grandi farfalle colorate.

Appena entrata, mi sono ritrovata questa immagine sulla destra: un ambiente retrò con un lampadario a tema color panna e del tulle fucsia che contrastava la scena.
Sembrava di essere sul set di un video musicale.

Il resto è stato tutto un continuo “Wow!” e “Guarda qui!” di entusiasta ammirazione! Vi riporto di seguito alcuni scatti fatti in loco, partendo dalla mia TOP3!

Ovviamente questa è solo una piccola preview! L’incanto della magia celata in quelle quattro mura è indescrivibile persino con le immagini. Potete farvi un’idea effettiva sulla bellezza dell’esposizione solamente visitandola (cosa che vi invito a fare, caldamente!).

Usciti dal padiglione, abbiamo continuato a girare per la città alla ricerca della nuova opera di Banksy di cui tanto si era parlato in tv e sui giornali. L’abbiamo trovata lì, proprio sopra il fiume, tra gli sguardi entusiasti dei passanti.
La biennale di Venezia ci ha fatto un altro regalo!

Torneremo sicuramente a visitare la biennale, magari concedendoci qualche giorno in più!
Per il poco che ho visto mi sento di consigliarlo vivamente.
Se amate l’arte contemporanea, sono sicura che l’apprezzerete ancora di più sullo sfondo caldo e soleggiato di una, bella più che mai, Venezia a colori.

Volete consigli su un’altra meta da visitare? Qui l’articolo sull’incredibile borgo di Dozza Imolese

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