Outside the Game, quando il gioco diventa arredamento

Chi di voi non ha mai inserito una moneta in un jukebox, in un flipper o in un videogame? Difficile restare immuni al fascino della tecnologia, soprattutto se a questa si aggiunge una ricercatezza estetica e stilistica. I vecchi flipper, ad esempio, erano delle vere e proprie opere d’arte. I grafici che si occupavano di illustrare le vetrate frontali curavano il lavoro con grande meticolosità, dando vita ad illustrazioni estremamente dettagliate che richiamavano lo stile e la moda di quegli specifici anni.
Ho avuto la possibilità di avvicinarmi a questo mondo da qualche mese grazie ad una collaborazione avviata con “Outside the Game”, lo spin-off di una società (la do.sim.) che da più di 40 anni opera nel settore entertainment.
“Outside the Game” approccia a questo settore in modo alternativo, con un estro decisamente creativo.

“Abbiamo mutato oggetti ludici in oggetti da arredamento moderni, funzionali che richiamano quel mondo passato, dal sapore vintage.”

Ecco quindi che il frontale di un flipper diventa un quadro, il piano di gioco prende forma in un tavolino da salotto, e il vecchio jukebox, accuratamente restaurato, riprende vita nel salotto di casa.

I quadri hanno inoltre 2 caratteristiche degne di nota: la prima è che il numero del punteggio è totalmente personalizzabile (può esserci inserita ad esempio una data importante).

La seconda è che, mantenendo le originali trasparenze della stampa, basta un’adeguata illuminazione sul retro (e un po’ di buio) per creare una piccola magia.  

Vi parlerò ancora degli sviluppi di questo ambizioso progetto; intanto se volete saperne di più su Outside the Game questo è il link del sito.

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