Incontro tra geekoautori (e geekoboss)

Questo post arriva con qualche giorno di ritardo.
Avrei voluto parlarvi prima dell’incontro organizzato dalla casa editrice Geeko Editor (che ha pubblicato il mio libro ‘Quel desiderio che sa di cielo’ in versione ebook), per esprimere le sensazioni, le idee e le impressioni a caldo scaturite dall’evento. Ma, si sa, il tempo è tiranno e io in questi giorni ne ho avuto davvero poco. Quindi eccomi qui, a raccontarvi di questa bella esperienza 11 giorni dopo. Premetto che prima del 30 gennaio non avevo ancora avuto modo di conoscere nessuno degli autori Geeko, ma conoscevo già lo staff della redazione.
L’appuntamento si è tenuto al Caffè Letterario di via Ostiense a Roma, un posto delizioso a un passo dalla metro Piramide.
Nonostante io e Chiara fossimo arrivate puntuali all’appuntamento, al locale c’erano già tutti: i 3 geekoboss della redazione 😎 e gli altri geekoautori pubblicati: Salvatore, autore di Brucia, Gianluca, autore di Spegni la luce, e Francesco, autore di Favole felici per bimbi bravi .
Il pomeriggio è trascorso velocemente, tra chiacchiere, risate e tazze di tè. Tutto molto bello fino al momento in cui Alba (una dei geekoboss) non ha tirato fuori l’idea delle “interviste doppie”. Panico. Colta in contropiede ho cercato di simulare un improvviso mal di testa, ma con scarsissimo successo.
Senza un’adeguata preparazione psicologica pre-video, i miei neuroni hanno deciso di fingere la morte come gli opossum minacciati dagli avvoltoi. Ebbene, il risultato è stato una serie di risposte degne della miglior Miss Italia che, nel dubbio, accenna un sorriso parlando della pace nel mondo.
Quindi, quando mi è stato chiesto “Da cosa trai ispirazione?” non ho potuto fare a meno di rispondere “Da tutto ciò che mi circonda”, ricopiando tra l’altro il malcapitato vicino di intervista Gianluca che ha cercato di mantenere un tono, sorvolando sul mio evidente imbarazzo. Che poi io l’ispirazione non è che la traggo. In genere è lei che mi tira per i capelli quando non vorrei far altro che smettere di pensare, costringendomi ad uscire dalla mia zona di comfort per confrontarmi con pensieri ed emozioni. Avrei potuto rispondere così e forse non mi sarei aggiudicata il premio (auto assegnatomi) come ‘miglior capitan ovvio della serata’. Ma così va la vita. Ti coglie alla sprovvista con improbabili interviste a sorpresa. Ed è cosa risaputa che la vita abbia un sacco d’ironia. Con me si diverte spesso a giocare; forse perchè so coglierne alcune sfumature e riesco a riderci insieme. E quindi, come la più imbarazzata delle Miss, le mie banalità e la famosa tattica ‘nel dubbio sorridi e annuisci’ sono riuscita a celare in parte il blackout mentale.
Anche se l’apice delle risposte ‘total random’ l’ho raggiunto quando alla domanda “Che personaggio letterario vorresti essere?” ho assecondato il no-sense di Alba che mi ha lanciato un discutibilissimo assist menzionando ‘il delfino’ di Bambaren. Sì, è un autore che amo, ma non al punto di immaginarmi con le pinne e il muso a punta. Per fortuna ho recuperato velocemente in un momento in cui i circuiti, come il faro nella notte, sono tornati a fare contatto.
“Gajardo!” direbbe Gianluca divertito.
E così la serata ha proceduto tra risate, scambi di doni e aneddoti divertenti. Ho promesso a Salvatore che avremmo portato avanti le nostre collaborazioni artistiche, a Gianluca che avrei visitato Napoli almeno una volta nella vita e a quei 3 folli dei boss che al prossimo raduno le risposte me le sarei preparate da casa. Come la più furba delle Miss. Che alla domanda “Qual è il tuo sogno?” insieme alla pace nel mondo saprò già cosa rispondere: la libertà, continuare a vivere di attimi con tutta la leggerezza di chi sa prendersi (poco) sul serio.

Magari continuando a creare tutto quello che mi passa per la testa.

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